Superbike, Melandri contro Ducati: “Bautista? Nessuno mi ha avvisato”

Marco Melandri (Getty Images)

Tensione tra Marco Melandri e Ducati, dopo che la casa di Borgo Panigale ha ufficializzato Alvaro Bautista come compagno di Chaz Davies dal 2019. Il 36enne pilota di Ravenna ha preso molto male questa situazione, per come si è sviluppata.

Intervistato da Speedweek, l’attuale rider del team Aruba Racing ha spiegato la propria delusione per il comportamento tenuto dalla Ducati: «Sono convinto che sapevano da giugno cosa avrebbero fatto. Nessuno mi ha detto che sono fuori. Ne ho sentito parlare dai media, nessuno mi ha contattato da Ducati». Melandri accusa l’azienda di non averlo avvisato della volontà di sostituirlo. Anche se da Borgo Panigale assicurano di aver avvertito lui e il manager Alberto Vergani con anticipo.

Superbike, Marco Melandri attacca Aruba Ducati

Marco Melandri, però, ha spiegato nel dettaglio la sua versione dei fatti per far capire meglio le responsabilità del team Aruba Racing Ducati: «Prima della gara di Misano (8 luglio, ndr) Stefano Cecconi mi aveva assicurato che lui era il capo del team. Dopo Misano, mi ha detto la stessa cosa, e che le voci su Bautista di Ducati sarebbero state usate solo per questione di soldi. Non abbiamo mai parlato di soldi. Dopo il World Ducati Week, un giornalista mi ha detto che Bautista aveva firmato con Ducati. Chiamai Stefano e mi disse che aveva appena appreso che Ducati aveva ingaggiato Bautista e che non poteva fare nulla. Prima era proprietario del team e improvvisamente non sapeva nulla e non poteva fare nulla».

Il ravennate se la prende con Stefano Cecconi, team principal di Aruba Racing e persona di cui si fidava. Si sente preso in giro, considerando pure che pubblicamente più volte da Ducati era stata manifestata l’intenzione di confermarlo. Invece, a suo avviso, il piano per sostituirlo era già in atto da giugno almeno. Solo che lui non ne era stato informato e ha dovuto sapere di Alvaro Bautista a cose ormai fatte.

La decisione di estrometterlo dalla squadra non può essere legata allo stipendio. Infatti, Melandri ha spiegato in maniera chiara: «Sono il pilota più economico nel paddock. Ho guadagnato 150.000 euro in due anni, Chaz Davies ha incassato 1.3 milioni di euro, nove volte più di me. La Ducati non mi ha nemmeno chiesto quanti soldi mi piacerebbe guadagnare l’anno prossimo. Bautista non può essere più economico di me, ci sono altre ragioni dietro a tutto». Forse c’è la regia di Dorna, che cerca di piazzare piloti spagnoli in Superbike? Chissà…

Intanto Marco per il 2019 è senza moto. Qualche sella libera in SBK c’è ancora, anche se non sarà facile arrivare a un accordo. Lui ha così parlato delle opzioni a disposizione: «La Honda potrebbe essere un buon posto per me, ma non ho ancora parlato con nessuno. Team satellite GRT Yamaha? Stanno cercando di accontentarmi, ma non sono ottimista. Mi piacerebbe guidare per loro, sarebbe una buona opzione. Ma vedo tutto negativo». La squadra ufficiale Red Bull Honda ha un posto libero al fianco di Leon Camier e ci sono diversi pretendenti. A contenderselo ci sono Tom Sykes, Eugene Laverty e Lorenzo Savadori.

Non è escluso che Melandri possa lasciare il mondiale Superbike e provare un’avventura nel MotoAmerica, campionato Superbike degli Stati Uniti: «Potrebbe essere una buona idea – ha detto a Speedweek -. Suzuki e Yamaha hanno buone moto. Siamo in contatto col promotore, poi parliamo coi team. Non penso che abbiano un posto per me, ma non si sa mai. Per me sarebbe bello se potessi cambiare completamente l’ambiente».

 

Matteo Bellan