Il futuro del GP Monza è a rischio, mancano i soldi!

F1 Monza 2017 (©Getty Images)

F1 | Il futuro del GP Monza è a rischio, mancano i soldi!

A denunciare la preoccupante situazione del GP di Monza di F1 è Angelo Sticchi Damiani. Il presidente dell’ACI ha infatti ammesso di temere per il futuro della corsa, sebbene per l’edizione 2018 non dovrebbero esserci problemi.

Purtroppo per l’autodromo la prevendita dei biglietti per la gara a cavallo tra fine agosto e inizio settembre sarebbe inferiore alle aspettative nonostante una Ferrari in ottima forma e questo non avrebbe fatto altro che aumentare i rischi di crollo dell’entrate già di fatto azzerate considerata la condizione debitoria in cui versa.

In un’intervista alla Gazzetta dello Sport il responsabile dell’Automobile Club ha così spiegato le sue ansie: “Un anno fa Sebastian Vettel era andato in vacanza da leader iridato, ora si trova nel ruolo di inseguitore. Il mio augurio è che avvenga l’esatto opposto di quello che accadde nel 2017, quando dal round italiano in poi la Mercedes prese il largo”.

Le trattative

“Con Chase Carey ci siamo già incontrati, ma non posso ancora dire quando si potrà formalizzare il rinnovo”, ha cercato di guardare al futuro con ottimismo per quanto concerne la possibilità di rivedere il Tempio della Velocità protagonista del calendario del Circus. “Purtroppo non c’è mai stata l’occasione e la volontà da parte degli organizzatori di fare cartello per trattare con la F1, soprattutto da quelli europei. Noi abbiamo chiuso l’edizione passata con un forte passivo e pure il bilancio 2018 non sarà differente. È chiaro che una situazione di questo tipo non è sostenibile a lungo termine. L’ACI è pronto a fare la sua parte ma non a qualsiasi condizione”, ha poi messo sull’avviso sottolineando quanto pure i grandi numeri in termini di pubblico ottenuti 12 mesi fa siano serviti poco. “Il CEO di Liberty ha più volte ribadito che non è pensabile una F1 senza Monza, che tra l’altro tra quattro anni festeggerà il centenario. Insomma a parole siamo d’accordo, però dovremo esserlo anche nei fatti”.

Chiara Rainis