L’età dell’oro è finita, la Spagna resta senza talenti

Dopo il ritiro di Alonso e Navarro la Spagna perde pezzi

Alonso, Navarro, Nadal e Iniesta (Getty Images)

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Per anni la Spagna nello sport era bella da vedere, ma abbastanza inconcludente poi tra il 2005 e il 2015 il mondo per gli iberici si è letteralmente capovolto. Sono arrivati successi ad ogni latitudine e in ogni tipo di disciplina.

Nel basket la nazionale della Spagna si è laureata campione del mondo nel 2006 e campione d’Europa nel 2009 e nel 2011, mentre alle Olimpiadi ha raccolto due argenti nel 2008 e nel 2012. Soddisfazioni anche nel calcio dove dopo anni di sconfitte sono arrivati due Europei nel 2008 e nel 2012 e un mondiale nel 2010.

Futuro incerto per gli spagnoli

Nel 2005 e nel 2006 sono arrivati i titoli mondiali F1 di Fernando Alonso, mentre nel Motomondiale dopo il regno di Rossi, dal 2010 in poi Lorenzo e Marquez si sono spartiti le corone iridate sino ad oggi assegnate con un’unica incursione australiana nel 2011 di Casey Stoner.

Dopo così tante vittorie però sembra essere arrivato il tempo per la Spagna di affrontare un durissimo cambio generazionale. All’orizzonte c’è qualche talento, ma ad oggi sembra davvero improbabile riuscire a replicare le vittorie del decennio magico.

In F1 è arrivato il ritiro di Fernando Alonso ed ora a rappresentare i colori spagnoli ci penserà Carlos Sainz, buon pilota, ma non certo a livello del bi-campione del mondo. Nel basket, invece, ha recentemente annunciato il ritiro Juan Carlos Navarro, simbolo della magica nazionale che ha dominato il mondo.

Nel tennis Nadal non è più giovanissimo, mentre vanno decisamente peggio le cose nel calcio. Alcuni grandissimi campioni come Iniesta si sono allontanati dal calcio che conta per godersi una ricca e meritata pensione e le Furie Rosse negli ultimi due mondiali hanno rimediato un’eliminazione al primo turno e una agli ottavi non brillando di certo.

Va decisamente meglio nel Motomondiale dove Marquez è ancora molto giovane, poi c’è Vinales e naturalmente Lorenzo. Anche in questo caso però, se sino a qualche anno fa nelle categorie minori il titolo sembrava essere un affare solo degli iberici, negli ultimi anni le gerarchie sono nettamente cambiate grazie ad un prepotente ritorno degli italiani che sono tornati protagonisti in Moto2 e Moto3.

Insomma per i cugini spagnoli arriva un periodo, sportivamente parlando, complicato, in cui si dovranno fare i conti con tanti fuoriclasse che lasceranno per dare spazio alle nuove leve.

Antonio Russo