Il batterio letale, neonato morto a Brescia

Il batterio letale, neonato morto a Brescia
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Serratia Marcescens“, si chiama così il batterio che l’11 agosto ha messo fine alla vita del piccolo Paolo, nato prematuro da una coppia bresciana lo scorso 20 luglio e ricoverato insieme al suo gemellino, colpito anche lui dall’infezione sviluppatasi in ospedale e resistente a qualsiasi tipo di cura e di antibiotico.

I genitori dei gemellini si sono recati ieri nel reparto di terapia intensiva neonatale per assistere il loro secondo figlio, che insieme al suo gemello ha contratto il batterio e che attualmente è uno dei sei casi sotto osservazione.

“Sembrava in condizioni stabili poi all’improvviso è peggiorato. Abbiamo intrapreso la terapia ma non ce l’ha fatta” spiega il primario del reparto di terapia intensiva neonatale, Gaetano Chirico, parlando del piccolo Paolo.

 

10 casi dal 20 luglio – i casi sono stati complessivamente dieci, compreso il gemellino della vittima che al momento è in cura insieme ad altri cinque neonati. Quattro invece sono stati dimessi dopo essere stati sottoposti ad una terapia antibiotica.

La famiglia preferisce non rilasciare dichiarazioni, in quanto detto da Chantal Frigerio, legale dei due genitori bresciani. “Provano un grande dolore. Non rabbia e neanche accanimento, solo dolore. Vogliono sapere perché è accaduto e se ci sono responsabilità.”

Come disposto dalla procura di Brescia, che ha aperto un’inchiesta contro ignoti, probabilmente oggi sarà eseguita l’autopsia sul corpo del bambino. Regione Lombardia ha invece stabilito che sarà una commissione interna ad indagare sulle procedure adottate dagli Spedali Civili di Brescia dopo aver scoperto la presenza del batterio che, dal 20 luglio, ha colpito dieci neonati.

Siamo alla ricerca del focolaio originario dell’infezione, ma non siamo certi di trovarlo” spiega ancora il primario del reparto di terapia intensiva neonatale, Gaetano Chirico. “Si tratta di un batterio molto diffuso.”