F1, Nuova proposta: a punti i primi 20 piloti

Bandiera a scacchi F1 (©Getty Images)

F1 | Nuova proposta: a punti i primi 20 piloti

La Liberty Media non sa più cosa inventarsi per rendere attraente la F1 e tra le mille proposte dell’ultimo periodo quella più recente ha riguardato il sistema di punteggio. In pratica, secondo il nuovo ente proprietario della costosa baracca a ruote scoperte, a vener premiati ogni gara dovrebbero essere i primi 20 piloti classificati, ossia, alla luce dei numeri dello schieramento attuale, tutti. Un’idea quanto mai assurda bocciata all’istante dagli interessati

Il Samurai contro

Chiamato ad esprimersi su questo pazzo pensiero anche Fernando Alonso si è dichiarato scettico in particolare perché così facendo verrebbero annullate le imprese dei team da fondo schieramento come quella che fece il compianto Bianchi nel 2014 quando con una macchina di alcuni secondi più lenta rispetto alla concorrenza riuscì ad inserirsi in top 10 a Montecarlo.

“Penso che nel Circus sia sempre stato difficile ottenere i punti. In fin dei conti sono una sorta di ricompensa”, ha affermato a Motorsport.com. “Ricordo quando Jules arrivò nono nel Principato. Fu una specie di miracolo ed un momento che ha fatto la storia di questo sport“.

Se tutti quanti iniziassero a prendere punti, probabilmente toglieremo alla F1 qualcosa che la rende unica rispetto alle altre categorie“, ha quindi considerato il driver McLaren.

Un sistema da modificare

Mentre per l’asturiano premiare tutti sarebbe un errore, per il team manager della Haas Gunther Steiner bisognerà comunque intervenire da questo punto di vista.

“Dobbiamo assicurarci che i punti vengano assegnati in maniera corretta” ha sostenuto il meranese. “Se ora il vincitore ne prende 25, non potrà più essere così in caso di ok alla nuova regola. A mio avviso bisognerebbe iniziare decidendo il punteggio del vincitore, tipo 50 o 100 e poi aumentare la forbice”.

“Personalmente però non sono d’accordo con il suggerimento di Liberty. I punti sono qualcosa di speciale e in questo modo si toglierebbe visibilità alla scuderie minori che quando oggi centrano la top 10 fanno parlare di sé. In pratica si toglierebbe qualcosa di attrattivo a cui sono abituati i nostri fan”, ha proseguito facendo un confronto con le competizioni USA per cui ha lavorato a lungo. “L’ importante è non fare diventare le cose troppo complicate come nella NASCAR. Si rischia di rendere le corse difficili da capire per chi non è un tifoso accanito”.

Chiara Rainis