Sebastian Vettel: “Non voglio una vita da vip”

Sebastian Vettel (©Getty Images)

F1 | Sebastian Vettel: “Non voglio una vita da vip”

“Ciò che faccio, non è ciò che sono”. Con queste parole Sebastian Vettel, uno del campioni del mondo di F1 più schivi della storia, ha descritto sé stesso e il suo approccio al mestiere di pilota di F1 in un’intervista atipica al Guardian.

“Ovviamente il Circus occupa la gran parte della mia vita, ma non è la cosa più importante“, ha confidato al celebre quotidiano di Manchester. “Anche se le due entità sono connesse, per buona parte del tempo il mio lavoro non mi definisce. Rappresenta solamente quello che faccio e l’essere un driver non mi fa sentire speciale”.

Sposato, forse, con due figli, il tedesco ha da sempre cercato di tenere la sua vita privata lontana dai riflettore. Addirittura da indiscrezioni si è scoperto che più di qualche volta la sua famigliola è stata presente in circuito, ma non nel privilegiato paddock, bensì in tribuna assieme ai normali tifosi.

Sono felice di fare cose che alcune persone potrebbero ritenere noiose. Sto a casa, taglio l’erba, cucino a volte, vado a portare e prendere i bambini a scuola, faccio shopping, prendo la metro o l’autobus”, ha proseguito nell’elogio dell’uomo comune. “Io sono uno sportivo, non una celebrità. Quando vado in giro e qualcuno mi riconosce penso soltanto che sia una persona che ama l’automobilismo, non che sia interessata a come mi vesto o come porto i capelli”.

Infine Seb è tornato a parlare del famoso episodio di Baku del 2017  quando dopo aver perso la pazienza per il presunto “bake test” operato da Lewis Hamilton sotto Safety Car lo aveva colpito con una ruotata.

“Non intendevo danneggiarlo o rovinargli gara. A volte l’adrenalina gioca brutti scherzi. La gente potrà essere sorpresa. So che si immagina che il pilota sotto il casco sia un fascio di nervi. In realtà occorre sempre restare calmi perché c’è bisogno della massima concentrazione”,  ha quindi concluso il ferrarista, attuale leader della classifica generale.

Chiara Rainis