MotoGP, dubbi e misteri in casa Yamaha

Valentino Rossi
©Getty Images

MotoGP, dubbi e misteri in casa Yamaha

Cosa succede in casa Yamaha? Qualcosa sembra non procedere nella giusta direzione, troppe le incongruenze e gli errori da parte di vertici e tecnici che di conseguenza si riflettono sui piloti e i loro risultati. Non a caso è da oltre un anno che una M1 non conquista il gradino più alto del podio, precisamente dal GP di Assen 2017 ad opera di Valentino Rossi.

La confusione è iniziata già nella scorsa stagione, con l’alternarsi di sette diversi telai che non hanno risolto i problemi, in realtà di natura elettronica. Per molto tempo si è puntato l’indice contro le gomme e la carcassa anteriore introdotta al Mugello da Michelin, mentre il vero problema risiedeva nella centralina Magneti Marelli. Da allora è trascorsa una pausa invernale, una serie di test precampionato, un test al Mugello, uno a Jerez, un altro in Catalunya, ma le promesse di una via di uscita sfociano sul prossimo test a Brno del mese di agosto, ammesso che gli uomini Yamaha riescano a venirne a capo.

Tecnici e team satellite

Nei box regna un certo malumore tra piloti e staff. Un primo segnale è l’annunciata separazione tra Ramon Forcada e Maverick Vinales anticipata già da molte settimane. Ma nell’angolo di Valentino non tira certo un’aria migliore. Silvano Galbusera veste i panni di agnello sacrificale, probabilmente sarà lui a pagare il prezzo dei mancati trionfi del Dottore. Al suo posto potrebbe arrivare proprio Forcada, per cercare di dare l’ultimo assalto al decimo titolo iridati nel 2019 e 2020. Entrambi gli alfieri Yamaha, al termine di ogni gara, non mancano di lanciare allarmi alla casa madre, ma dal Giappone non sembrano arrivare risposte confortanti.

Capitolo team satellite. A quanto pare saranno Franco Morbidelli e Fabio Quartararo a inaugurare l’avventura del team SIC Petronas in MotoGP. Tanto di cappello a due giovani promettenti, ma non era l’idea sperata da Rossi e Vinales. Dopo aver perso l’opportunità di blindare Johann Zarco, inizialmente si pensava al ritorno di Jorge Lorenzo, poi l’ipotesi è virata su Dani Pedrosa, prima di fare capolinea su un giovane della Moto2 che conta appena una vittoria nel Motomondiale. Non certo il collaudatore su cui speravano i due piloti ufficiali. D’altronde Yamaha non ha mai voluto optare per tre moto ufficiali come fatto da Honda e Ducati fino ad oggi. Una defaillance che ha spinto i migliori piloti a rinunciare al corteggiamento del team satellite. Troppe le domande senza risposta, troppi gli errori che tardano a trovare una soluzione. Cosa succede in casa Yamaha?