ESCLUSIVA, Alex Debon: “La Ducati non ha capito cosa chiedeva Lorenzo”

Intervista esclusiva all'ex rider del Motomondiale

Alex Debon (Getty Images)

MotoGP | ESCLUSIVA, Alex Debon: “La Ducati non ha capito cosa chiedeva Lorenzo”

Alex Debon ha lasciato il Motomondiale nel 2010 dopo una lunga carriera che racconta di 2 vittorie, 7 podi e 4 pole. Oltre ai numeri, sicuramente di rilievo, il rider spagnolo però ha lasciato anche un bellissimo ricordo tra le persone che lo hanno conosciuto nel paddock. In particolare è davvero speciale il legame con Jorge Lorenzo, del quale è stato coach nella prima parte di questa stagione prima di un inaspettato divorzio.

Noi di Tuttomotoriweb.com abbiamo avuto il piacere di intervistare Alex Debon per voi. Gli abbiamo così chiesto i motivi che lo hanno spinto ad allontanarsi da Ducati a inizio anno e le sue aspettative per il futuro.

Come è nata la tua passione per i motori?

Grazie a mio fratello, Javier Debon, lui fu campione europeo 125 nel 1990.

Quale è stato l’avversario che ti ha maggiormente impressionato nell’arco della tua carriera?

Mi hanno impressionato un po’ tutti i miei avversari. Però in particolare ricordo che quando ero in 250 avevo sempre una moto ufficiale e quindi potevo battagliare con i primi 10, in particolare però ricordo Simoncelli nel 2008, tutte le battaglie in gara per il titolo.

Cosa vuoi fare da grande?

Sono già grande, la mia passione è la MotoGP, ma anche i cavalli.

Ci spieghi cosa è accaduto quest’anno con Jorge in Ducati? Come mai sei andato via?

In Ducati non hanno compreso il potenziale di Jorge e quello che chiedeva. Lui è un grande campione che ha vinto 5 titoli ed è un grande della storia del motociclismo.

Sei stato per anni un pilota Aprilia, pensi possano arrivare entro qualche anno a giocarsi il titolo in MotoGP?

Io sono stato per molti anni un pilota Aprilia in 250, sono come una famiglia. Penso però che debbano investire di più nello sviluppo se vogliono giocarsi il titolo.

Da pilota ci dai un giudizio su quanto accaduto tra Rossi e Marquez in Argentina?

Quella è stata una situazione particolare. La pista era molto difficoltosa e Marquez in Argentina era un missile in tutte le condizioni, andava 6 secondi di passo più veloce degli altri. Solo che in quel caso era Rossi e questo è accaduto dopo i fatti di Sepang.

Si sta creando una brutta tensione in pista con piloti come Marquez che vengono spesso fischiati dal pubblico. Secondo te cosa si potrebbe fare per evitare tutto questo?

Marquez è un pilota con il proprio DNA. Lui è così e vince allora gli altri devono capire come fare per batterlo. I fan che amano la MotoGP però vogliono lo spettacolo e per la TV e gli sponsor questo è molto positivo per portare maggiore audience e tanti fan in pista al circuito.

Cosa consiglieresti ad un giovane che si sta avvicinando a questo sport?

Ai giovani direi che questo sport è la mia passione, ma è dura. Verranno cadute ed è sempre pericoloso, però se hai la volontà fai tutto per spingere forte per essere qualcuno in questa vita.

Ci fai un pronostico su chi vince quest’anno il mondiale MotoGP?

Io penso che vince Marquez, ma Jorge e Valentino non gli daranno vita facile. La Yamaha va molto bene in tutte le piste, ma ci sono 3-4 piloti che possono lottare. Anche la Ducati ha fatto un passo molto importante per vincere molte fare.

Antonio Russo