La lettera alla figlia morta in moto: “Ciao Elena, sono mamma…”

La morte di Elena Aubry, 26enne motociclista romana, che lo scorso 8 maggio si è schiantata contro un guardrail sulla via Ostiense, sembra essere ancora avvolta dal mistero. Dai primi rilievi della municipale sembrava chiaro che la causa dell’incidente fosse da addebitare alle buche stradali, ma ora un nuovo rapporto degli stessi vigili, diffuso dal quotidiano ‘Il messaggero’, sembra contraddire la prima ipotesi: “Dagli accertamenti non sarebbero emersi dislivelli significativi. Solo asfalto non in eccellenti condizioni, ma non avvallamenti da determinare il successivo schianto, considerata anche la velocità non elevata dell’Honda Hornet 600 che la ragazza guidava”.

Uno sviluppo della vicenda che ha fatto infuriare ancora una volta Graziella Viviano, la mamma di Elena, che già il giorno dopo la tragedia si era scagliata contro l’amministrazione capitolina, chiedendosi come fosse possibile che una strada così importante fosse tenuta in quelle condizioni: “Quel verbale è carta straccia, ci possono fare i coriandoli. Il Comune che è parte in causa si fa praticamente la perizia da solo. Il mio avvocato ha già chiesto un’altra perizia da parte della Polizia Stradale e il pm ha dato l’incarico… Nello stesso posto di Elena in meno di un mese sono cadute altre due persone. O c’è qualcosa che non va in quella strada, oppure vogliono farci credere che mia figlia si sia suicidata in quel punto e che altre due persone si siano volute buttare per terra da sole”.

La lettera alla figlia in Cielo

Sempre dalle pagine di Facebook mamma Graziella ha scritto una lettera a sua figlia morta: “Ciao Elena, sono mamma, sempre io – scrive Graziella -. Sai, qui comincia a far davvero caldo, si va al mare. Niente più selfie quest’anno assieme, niente più risate, niente più…niente! Ma non ti sto scrivendo per questo, non voglio pensare a questo, impazzirei… Ho bisogno di te, amore mio. Ho bisogno del tuo aiuto perché qui non sembrano capire”.

“C’è pure chi dice che le buche non ci sono – aggiunge la mamma di Elena -. Sai, si va al mare. Tanti passano sulle strade e tu sai cosa può succedere se un dosso, una buca ‘si mette di traverso’. Ma, amore mio, noi non dobbiamo permettere che muoiano altre persone. Elena aiutami. Il sistema c’è e funziona. Basta evidenziarle con una semplice bomboletta di vernice gialla. Se solo i nostri amministratori volessero ascoltare… chiedi lassù, che si faccia il miracolo, che qualcuno gli apra le menti e il cuore. Se solo un cuore generoso avesse evidenziato le ‘tue’ buche in quella maledetta strada, adesso tu saresti qui con me e Sofia, andremmo al mare a ridere, a scherzare, a farci ancora tanti “stupidi e inutili” selfies… (ora per me così preziosi)…”.