ESCLUSIVA, Simone Corsi: “Valentino Rossi? Il Maradona delle moto”

Intervista esclusiva al pilota del team Tasca Racing

Simone Corsi

Moto2 | Intervista esclusiva al pilota del team Tasca Racing, Simone Corsi

Simone Corsi dopo una lunga carriera che sin qui gli ha fruttato 5 vittorie, 21 podi e 4 pole nel Motomondiale, dal 2018 è approdato nel team Tasca Racing, dove con Federico Fuligni costituisce quel giusto mix tra esperienza e gioventù per affrontare un campionato difficile come quello Moto2.

Nel team Tasca Racing l’obiettivo è quello di riuscire a crescere per poter passo dopo passo avvicinare il vertice di questa categoria. Noi di Tuttomotoriweb.com abbiamo avuto il piacere di poter intervistare Simone Corsi.

Come è nata la tua passione per i motori?

La passione è nata a 5 anni, eravamo andati a girare in una pista radiocomandata quel giorno a Roma, ma non c’erano le macchinette, c’erano le mini-moto e quindi è nata lì. Ho provato per la prima volta le mini-moto e non sono più sceso da una moto.

Quale è stato l’avversario che ti ha maggiormente impressionato nella tua carriera?

Penso Marquez, perché adesso è uno dei piloti più forti che c’è in circolazione.

Quali sono i tuoi obiettivi stagionali con il team Tasca Racing?

L’obiettivo stagionale è finire il mondiale nella top-10. Adesso siamo al 12° posto, quest’anno il livello è abbastanza alto. Ogni anno in Moto2 è sempre più difficile quindi cerchiamo di lavorare e fare meglio di quello che stiamo facendo. Non siamo contentissimi dei risultati, quindi cerchiamo di lavorare e fare il meglio possibile.

Ci spieghi la storia che si cela dietro al numero che porti sul cupolino?

Il 24 è la mia data di nascita, mio papà la prima volta che dovevo correre sulla moto ha messo il 24, quindi l’ho sempre usato tranne dal 2010 al 2013 perché quando sono passato in Moto2 c’era Toni Elias e quindi ho cambiato numero, ho usato il 3 di Biaggi.

Quali consigli daresti ad un giovane pilota che si avvicina a questo sport?

Adesso penso che il mondo del motociclismo è un po’ più difficile rispetto a prima perché i costi si sono un po’ alzati. Una volta era diverso, io ho fatto dai 7 ai 14 anni mini-moto e poi ho fatto il salto in 125. Adesso ci sono tantissime categorie e non è facile, però l’importante è crederci sempre. All’inizio è un gioco però poi non lo è più, quindi l’impegno e il lavoro duro alla fine pagano sempre e i risultati si vedono.

Quale è stata l’emozione più forte che hai provato sin qui nella tua carriera?

L’emozione più forte è stata nel 2008 la vittoria al Mugello, penso che quella non me la scorderò mai. Da italiano vincere al Mugello davanti a tutto il pubblico è stato bellissimo, poi eravamo 3 italiani che avevamo vinto: io, Simoncelli e Rossi, quindi penso sia stata una giornata da ricordare per sempre.

Da pilota ci commenti quanto accaduto quest’anno in Argentina tra Valentino Rossi e Marc Marquez?

Marquez in quella gara lì aveva fatto già parecchi errori, credo fosse un po’ nervoso. Però era anche tanto più veloce degli altri avversari. In quella condizione lì era difficile, perché in quel punto anche noi ci siamo accorti che la pista era chiazzata, quindi avevi solo una traiettoria asciutta. Già tanti piloti avevano sbagliato nei giri prima, Marquez è arrivato tanto più veloce e c’è stato un contatto, non penso volontario, ma questo non potremo mai saperlo. Però penso che in quella condizione era difficile.

Da italiano cosa vuol dire per te condividere il paddock con Valentino Rossi? Hai qualche ricordo legato a lui che ti va di condividere con noi?

Valentino non è un’icona, è tipo il Maradona delle moto, è un talento unico per l’età che c’ha e la voglia che ha ancora. Si mette sempre in gioco, è sempre competitivo perché penso che quest’anno si gioca il mondiale anche lui se Yamaha riesce a sistemare i problemi. Valentino è Valentino, la maggior parte dei tifosi sono suoi.

Non so quando smetterà come cambierà. Non l’ho mai frequentato tantissimo, lo incontro nel paddock e ci salutiamo. Una volta, fuori dal mondo delle corse, siamo andati a girare con i kart con un bel gruppetto di piloti e ci siamo divertiti. Lui è appassionato di motori di tutto, penso che Valentino è unico nel suo genere. Fortunati i ragazzi che si allenano con lui.

Tu sei un fan di Max Biaggi. Si è vociferato che lui potrebbe arrivare con un suo team nel Motomondiale, se arrivasse una sua chiamata ti piacerebbe farne parte?

Si, tantissimo. So che forse rientra in Moto3 il prossimo anno, però è sempre Max.

Alcune volte ti sei allenato con Lorenzo, secondo te ha fatto bene ad andare in Honda?

Non so come è andata la storia. Penso che Ducati all’inizio non voleva rinnovargli il contratto, mentre dopo la vittoria del Mugello si, ma ormai era troppo tardi. Penso che un 5 volte campione non si scorda come va in moto.

Antonio Russo