Vitalizi, Fico (M5S): “Li azzereremo”, ma gli ex parlamentari non ci stanno

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Il presidente della Camera, Roberto Fico, intende dare una smorzata ai vitalizi © Getty Images

Stop ai vitalizi: il Movimento 5 Stelle presenta un emendamento che limita di molto gli emolumenti dovuti agli ex deputati, i quali protestano in massa.

Contro i vitalizi era stato annunciato nei giorni scorsi da alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle un deciso colpo di spugna. Lo ha ribadito ieri il vicepresidente del Consiglio dei ministri, Luigi Di Maio, a ‘Carta Bianca’ su Rai 3 e lo ha ribadito quest’oggi il presidente della Camera, Roberto Fico, all’Ufficio di presidenza di Montecitorio. C’è un piano preciso per abolire tutti quei privilegi ritenuti onerosi ed ingiustificati, con un testo già pronto che, se avallato dalle camere di Deputati e Senatori, porterà all’entrata in vigore di un nuovo sistema contributivo inerente gli stessi vitalizi. Sistema che scatterebbe il prossimo 1° novembre e con il quale andrebbero ricalcolati tutti gli emolumenti ai parlamentari. Si voterà tra il 9 ed il 13 luglio prossimo, con il termine ultimo per presentare gli emendamenti fissato a giovedì.

Vitalizi, ecco cosa comporterebbe il nuovo calcolo

Con questa manovra, Fico riferisce che sarà possibile risparmiare ben 40 milioni di euro. Verrebbe inserita una base minima di 980 euro al mese di corrispettivo per chi ha preso parte ad una sola legislatura ed i tagli superiori al 50% verranno attuati a coloro i quali avranno garantiti almeno 1470 euro. Si calcola che ad oggi siano 1405 i vitalizi percepiti dai vari ex parlamentari susseguitisi nel corso degli ultimi decenni. Oltre il 95% di esse subiranno un ritocco verso il basso, e soltanto 67 resteranno invariati. Al nuovo calcolo e sistema di corrispondere i vitalizi “hanno collaborato anche Inps ed Istat”, afferma Fico.

La protesta degli ex deputati

Ma gli ex deputati non ci stanno, ed attraverso l’associazione che riunisce tutti loro hanno annunciato, tramite le figure degli onorevoli Antonello Falomi e Peppino Gargani, che faranno ricorso a questo provvedimento tramite una apposita class action. Partirebbe quindi una citazione per danni in sede civile ed amministrativa nei confronti dell’ufficio di Presidenza, Roberto Fico in primis. Il M5S però è pronto alla battaglia ed anzi rivendica la paternità di una azione tanto importante.

Di Maio: “Protestare è indecente”

“Con questo metteremo fine alla Seconda Repubblica. Il Movimento 5 Stelle è contro la casta e per l’equità, sarà una vittoria dei cittadini”, ha scritto su Twitter il ministro per i Rapporti con il Parlamento e la Democrazia Diretta Riccardo Fraccaro. Accompagnando tale affermazione con l’eloquente hashtag #togliamoiprivilegi. Anche Di Maio si è espresso ancora in proposito parlando di “privilegi rubati ed acquisiti in base al nulla, e di minacce per far si che tutto resti invariato. Ma il M5S non si lascerà intimidire. È ingiusto corrispondere 7mila euro di vitalizio per essere stati tre giorni in Parlamento. E protestare è superare l’indecenza e calpestare chi non arriva alla fine del mese”.