Arresti domiciliari per Di Donato, il ‘re dei rifugiati’

Di Donato
Di Donato (image by Facebook)

Le auto sportive sono una delle sue passioni. Nel paese dove vive, a Sant’Agata dei Goti è conosciuto come il ‘re dei rifugiati’. Faceva di fatto capo ad un’associazione che gestiva diversi centri per rifugiati, utilizzati per lucrare, arrivando ad intascare di fatto circa 24 mila euro al giorno. Una frode che ha portato all’arresto dello stesso Paolo Di Donato, ora ai domiciliari, oltre ad altre quattro persone. Un’operazione che ha portato al registro di 36 indagati tra i quali fanno parte un funzionario pubblico, una persona che lavora con le forze dell’ordine ed un impiegato del Ministero di Giustizia. L’accusa nei loro confronti è quella di truffa ai danni dello Stato. Tra i capi d’accusa anche il falso in bilancio, corruzione. Sembra che ricevesse contributi per i migranti ospitati nelle sue stutture, ben tredici. Il problema è che dalle indagini risulterebbe che avesse continuato a riceverne anche quando i migranti in questione sono andati via.

Di Donato, arresti domiciliari per il ‘re dei rifugiati’

Una situazione che le forze dell’ordine tenevano sotto controllo da diverso tempo. L’indagine iniziale è partita nel novembre del 2015, quasi tre anni fa. A dare il via al lavoro in questione fu un esposto arrivato proprio per segnalare le operazioni illecite che venivano condotte all’interno di questo sistema. Un duro colpo per chi ne faceva parte che ora dovrà fare i conti con le decisioni della giustizia. Un brutto colpo per il signor Di Donato, conosciuto dalle sue parti per la passione per le auto sportive che, almeno per un po’, non potrà sicuramente coltivare.