Brawn risponde ai piloti: “Monaco gara unica”

GP Monaco (©Getty Images)

Raggiunto dalle pesanti critiche avanzate dai protagonisti del Circus a proposito della tediosa gara di Montecarlo dello scorso weekend Ross Brawn è insorto. Il responsabile sportivo di Liberty Media ha infatti definito “naif” le invettive lanciate al gran premio più atteso del calendario di F1 da 76 anni a questa parte.

“Certo non è stato pieno d’azione ed è chiaro che le gomme abbiano rappresentato un fattore chiave, tuttavia è da ingenui attendersi duelli e sorpassi a Monaco. E’ un appuntamento così speciale che non bisognerebbe giudicarlo con gli stessi criteri degli altri. Naturalmente l’opinione dei piloti è benvenuta e la nostra porta è sempre aperta, tuttavia per risolvere il problema nel Principato bisognerebbe ricavare della terra dal mare e non è una cosa che spetta a noi”.

Come riportato in precedenza diversi driver tagliato il traguardo avevano definito noiosa la corsa monegasca. In particolare Kimi Raikkonen, quarto, aveva evidenziato l’impossibilità di effettuare qualunque tipo di manovra, salvo subire immediatamente un forte degrado degli pneumatici. Lewis Hamilton, salito sul terzo gradino del podio, aveva riassunto il GP come i 78 giri più noiosi della sua carriera nella massima serie, mentre Fernando Alonso aveva parlato di lunga processione, “senza neppure l’ingresso di una Safety Car!”, avanzando la proposta di rimborsare il biglietto agli spettatori.

Queste accuse non sono una nuova assoluta per l’appuntamento di Monaco. Ogni anno tutti non vedono l’ora di andarci, ma poi calato il sipario si lamentano dell’assenza di battaglie ravvicinate. In effetti è raro che capiti di assistere ad una corsa movimentata, ciò nonostante resta difficile immaginare la massima serie lontana dal borgo più glamour del pianeta, capace di attrarre tifosi da ogni dove, e per di più di allungare di un giorno la permanenza sul territorio senza lamentela alcuna.

Se ci pensate nessuno mai ha avuto qualcosa da dire sul fatto che le prime due sessioni di prove libere si tengano al giovedì anziché al venerdì. Vi immaginate se lo stesso accadesse per l’Austria, l’Inghilterra o il Belgio? Chi ci è stato lo sa. A quei GP non andrebbe più nessuno o quasi considerato che sono tracciati isolati dalla civiltà.

Chiara Rainis