Paolo Simoncelli: “Sogno MotoGP per SIC58. Deluso da Arbolino”

Paolo Simoncelli
Paolo Simoncelli (©Getty Images)

Paolo Simoncelli ha vissuto il dramma della morte di un figlio, ma è andato avanti con grande dignità e guadagnandosi la stima anche di chi meno lo conosceva. E’ anche tornato nel paddock del Motomondiale come team manager della SIC58 Squadra Corse in Moto3.

Nel 2017 il debutto, con Tatsuki Suzuki e Tony Arbolino. Poi nel 2018 Niccolò Antonelli ha sostituito il connazionale nel box. La struttura del padre del compianto Marco Simoncelli prende parte anche a JMoto3 Junior World Championship e European Talent Cup ETC. Per il futuro si sogna un approdo in Moto2 e più in là nel tempo si vedrà un eventuale passaggio anche in MotoGP, se ci saranno le condizioni.

Paolo Simoncelli su SIC58, Moto3 e futuro

Paolo Simoncelli, intervistato da La Gazzetta dello Sport, ha raccontato come è nata l’idea di mettere su un team per correre nei campionati motociclistici: «Stare a casa, senza far niente, rende tutto più difficile. Così ho deciso di mettermi in gioco. Con qualche telefonata sono riuscito a fare il primo budget per correre nel CIV, il Campionato Italiano Velocità».

Paolone è riuscito a ottenere il supporto di quelli che erano stati gli sponsor di Marco Simoncelli quando correva. Ha comunque preferito iniziare dal basso, dai campionati minori, prima dell’approdo effettivo nel Motomondiale. E in merito alla prima stagione in Moto3 spiega: «Era importante fare bene e far capire che eravamo una squadra seria. Entrambi i piloti sono cresciuti e tutti ci hanno apprezzato. È stato un anno positivo, rovinato però dalla scelta di Tony di abbandonarci: personalmente sono rimasto molto deluso, perché la nostra è una famiglia ancora prima di una squadra, e ho scoperto dai giornali questa sua scelta. Sia chiaro, lui non aveva nessun impegno con noi, ma era nato e cresciuto con noi e dato il rapporto che avevamo mi sarei aspettato di scoprire questa sua scelta di cambiare con una chiacchierata».

Simoncelli è rimasto deluso dal comportamento di Tony Arbolino, passato a correre nel team Marinelli Snipers a sostituire Romano Fenati (promosso in Moto2). Al posto del milanese è arrivato Niccolò Antonelli, uno dei talenti presenti nella VR46 Riders Academy di Valentino Rossi. Paolo ne parla molto bene: «Andato via Arbolino, amarezza a parte, alla fine ci è andata meglio. È arrivato Niccolò Antonelli, un ragazzo che era alla ricerca di una sua identità, che ha scelto noi per riscattarsi, spinto dalla straordinaria voglia di mettersi in gioco e di fare bene dopo sei anni di Mondiale. All’inizio era diffidente, ma ha capito come lavoriamo e sta prendendo fiducia. Va forte e pian si sta sciogliendo. Sono convinto che non manca molto al primo podio insieme».

Nel corso dell’intervista viene messo in evidenza quanto Marco Simoncelli sia ancora apprezzato e quanto affetto i tifosi stiano mostrando a Paolo e famiglia in questi anni. Lui commenta: «I fan di Marco sono in tutto il mondo. Vedere così tante persone che gli vogliono sempre bene e che non lo hanno assolutamente dimenticato per le emozioni che è riuscito a trasmettere, è un’emozione che lascia senza parole. Il calore che abbiamo intorno è incredibile. Io, mia moglie Rossella, tutti quanti, rifaremmo da zero ogni cosa sapendo come sarebbero andate le cose».

Infine si parla di futuro e di un possibile progetto MotoGP da lanciare, ma Paolo Simoncelli ci va piano e spiega che c’è un altro passaggio da fare prima: «Andiamo a piccoli passi! Prima c’è la Moto2: abbiamo dei progetti ma c’è tempo, anche perché l’anno prossimo cambierà tutto, quindi andiamo con calma. La MotoGP è il sogno di tutti, ma c’è una scaletta da fare. È lontano ma ci arriveremo».

 

Matteo Bellan