Curarsi per un tumore può portare alla bancarotta

Non tutti possono permettersi le cure

Oncologia (Getty Images)

News | Curarsi per un tumore può portare alla bancarotta

Il tumore è uno dei mali più famosi di questo XXI° secolo. Sono davvero tante le vittime di questa malattia, che purtroppo ha anche altri effetti collaterali. Uno di questi è sicuramente l’aspetto economico. Una persona che si ammala di cancro, infatti, incorre facilmente nella bancarotta per curarsi adeguatamente.

Elisabetta Iannelli, avvocato civilista, e vice-presidente dell’Associazione italiana malati di cancro quest’oggi si è fatta sentire sulla questione dal palco montato a Milano per “IEO per le donne“.

Una vita accanto ai più deboli

La donna circa 25 anni fa ha dovuto lottare contro un tumore al seno e ha vinto, ma soprattutto da quel momento si è schierata accanto a quelle persone che per curarsi hanno dovuto fare delle rinunce lavorative così da salvaguardare i loro diritti.

La Iannelli in merito alla questione ha dichiarato: “Se si parla di una madre, lavoratrice e per di più con il cancro allora apriti cielo. Se si parla di una freelance o di una lavoratrice autonoma è tutto ancora peggio. Da questo parte il mio impegno in tal senso. Abbiamo scritto una guida con i diritti delle persone con tumore, perché se le persone non sanno cosa è loro diritto chiedere allora stanno zitti. Sono orgogliosa del lavoro fatto”.

L’avvocatessa ha proseguito: “Mentre per i dipendenti pubblici la situazione di tutela è migliorata c’è ancora tanto da fare per quanto concerne i piccoli imprenditori, i freelance e i liberi professionisti che rischiano la bancarotta. Per loro la copertura è insufficiente e inaccettabile”.

Curarsi da un tumore, infatti, ha dei costi ingenti, costi che molte volte possono permettersi in pochi. Tutto ciò porta a far diventare la vita un bene di lusso di cui solo pochi ne possono godere. Tanti sono, infatti, i casi in cui le persone ammalate di cancro finiscono per giocarsi tutti i loro averi pur di tentare di curarsi da questo terribile male.

Antonio Russo