WRC, Licenziamento shock in Citroen. Torna Loeb?

La scorsa settimana il team principal della Citroen Pierre Budar aveva ammesso di sognare il ritorno di Sébastien Loeb in squadra, riconoscendo però che sarebbe stato quasi impossibile considerato che il francese aveva già un programma ben strutturato nel WRX. Adesso però con la notizia shock delle ultime ore le chance di riavere l’Extraterrestre al via delle speciali del mondiale rally sono tornate a salire.

Cosa è successo?

A seguito dei tanti incidenti che hanno visto protagonista il britannico nelle recenti due stagioni i dirigenti del Double Chevron hanno preso il coraggio a due mani e licenziato con effetto immediato Kris Meeke e Paul Nagle, che quindi non saranno presenti nel prossimo round in programma dal 7 al 10 giugno in Sardegna

“Non è stata una decisione semplice da prendere ricadendo su un equipaggio”, ha dichiarato il boss, “Tuttavia  per questioni legate alla sicurezza abbiamo reputato opportuno optare per questa strada”.

A questo punto sui probanti passaggi della Costa Smeralda a difendere i colori transalpini ci saranno il titolare Craig Breen e il “privato” Mads Ostberg, chiamato davvero ad una dimostrazione di carattere dopo anni di alti e bassi che gli sono costati la conferma sia in Ford, sia nella stessa Citroen.

A pesare sulla cacciata dell’esperto ingegnere diventato pilota, l’incredibile botto del Portogallo quando nell’impatto violento contro un albero ha distrutto l’anteriore della sua C3 e soprattutto parte del roll-bar, una cosa che non si vede spesso nel mondo del traverso.

E’ evidente che l’atteggiamento di Meeke, a tratti ruffiano e fin troppo elogiativo nei confronti di auto e scuderia, alla fine non abbia premiato. Così dopo appena due campionati scarsi la sua avventura è arrivata al capolinea. Ciò nonostante è bene dire che non tutto è stato nero, due infatti sono stati i suoi successi.

Staremo a vedere chi verrà promosso a guida ufficiale da qui a fine 2018 dato che Ostberg è dato per certo solo in Italia. Ma soprattutto è interessante ragionare in prospettiva. E se davvero nel 2019 tornasse l’asso alsaziano?