Dovizioso: “Avrei voluto un rapporto con Rossi, ma non è successo”

Il Dovi racconta del suo rapporto con il Dottore

Andrea Dovizioso e Valentino Rossi (Getty Images)

MotoGP | Dovizioso: “Avrei voluto un rapporto con Rossi, ma non è successo”

Andrea Dovizioso è uno di quei piloti che parla molto poco, ma che negli ultimi mesi è spesso all’attenzione dei media per i grandi risultati ottenuti in pista. Il rider italiano per anni ai tempi della 125 e della 250 era stato designato come il degno erede di Valentino Rossi, poi qualche colpo a vuoto e un po’ di sfortuna ne hanno ridimensionato le aspettative.

Dopo tanti anni di MotoGP, Andrea Dovizioso ha deciso di pubblicare un’autobiografia edita da Mondadori dal titolo “Asfalto“. Nel libro il pilota Ducati racconta la sua carriera tra retroscena e ricordi del passato.

Valentino è unico

In particolare però sembra curiosa la disamina che fa del rapporto con Rossi: “Poi ci sono le relazioni che avrei voluto avere e non ho mai avuto. Tipo quella con Valentino. Io sono di sette anni più giovane e quando arrivo in MotoGp lui ha già vinto sette Mondiali, perciò è inevitabilmente un idolo, il punto di riferimento assoluto. Nonostante non abbia mai avuto la possibilità di frequentarlo veramente, penso si tratti di una persona per molti aspetti di un altro livello”.

Andrea Dovizioso però nonostante ammette di non essere mai riuscito a creare un legame con il Dottore non lo denigra e anzi ne parla davvero bene: “Ha condizionato in positivo il Motomondiale. Ha insegnato a essere più spensierati anche pensando ai risultati. Ha dimostrato che si può vivere di colori. Di adesivi. Di personalizzazioni divertenti. A modo suo, con le sue regole, ha mostrato come si vive da rockstar senza tirarsela come una rockstar”.

Parole al miele, che Andrea Dovizioso ha voluto dedicare al 46. Infine DesmoDovi ha precisato: “Io stesso, in principio, non capivo perché attirasse così tante attenzioni. Perché Valentino che arriva decimo conta più di chi ha vinto? Ma partivo da un presupposto sbagliato. Se sei unico, è ovvio che deve andare così. Lo si può amare o odiare, ma Valentino ha avuto il merito di attirare gente che non sapeva nemmeno quante ruote avesse una moto. È l’anomalo che periodicamente viene fuori nello sport. Alberto Tomba, Michael Jordan, Usain Bolt. Questa è la storia, e non si può discutere”.

Antonio Russo