Andrea Dovizioso si sfoga nel suo libro: “Ero l’uomo invisibile”

Il pilota italiano lancia la sua autobiografia

Andrea Dovizioso (Getty Images)

MotoGP | Andrea Dovizioso si sfoga nel suo libro: “Ero l’uomo invisibile”

Andrea Dovizioso ha vissuto gran parte nella sua carriera in un’ombra luminosa. Il pilota italiano, infatti, pur portando sempre a casa risultati di grande prestigio non è mai riuscito ad affermarsi all’attenzione del grande pubblico. Tutto questo almeno sino all’anno scorso quando finalmente qualcosa è cambiato nella sua testa e ha dimostrato a tutti il suo immenso talento.

Nel 2017, infatti, proprio nel momento forse di maggiore sofferenza per la carriera di Andrea Dovizioso, l’italiano è riuscito a rialzare la testa e a lottare per il titolo mondiale da pari con Marc Marquez. Anzi ad oggi forse l’italiano si è dimostrato proprio l’avversario più ostico nella carriera dello spagnolo.

Dovizioso si racconta

A breve (22 maggio) uscirà nelle edicole un’autobiografia griffata da Andrea Dovizioso dal titolo Asfalto. Per ora non si conoscono ancora dettagli su quanto è stato scritto in questo testo che è sicuramente molto atteso dagli appassionati.

L’unica cosa che abbiamo per ora è la prefazione, che è già comparsa sui siti dove il libro può essere pre-ordinato: “Ero l’uomo invisibile. Un numero. C’ero ma non c’ero. “Te, Dovi, sei del colore dell’asfalto” mi ha detto una volta Luca Cadalora. Aveva ragione: la gente non mi vedeva proprio. Se sei uno che vive di corse e cerchi disperatamente i risultati ma non vinci, e in più sei un introverso che vuole essere persona e non personaggio, non vieni notato”.

Andrea Dovizioso poi continua: “La massa, di base, è attenta ad altro, non ha voglia né tempo da perdere per imparare a capirti. Io non vincevo, ma non perdevo clamorosamente: ero lì, in una specie di limbo e così mi si confondeva, tipo quelli che a una festa sfumano nella tappezzeria. Adesso dico che è normale e che in un certo senso sta nelle regole del gioco. Ma per tanto tempo io mi sono sentito incompreso”.

Infine, poi conclude: “Ci sono voluti anni per capire che per uno come me la via per scendere a patti con un sistema che non ti riconosce è solo una: restare quello che sei, avere una faccia sola, sfuggire alla trasparenza restando trasparente. Come puoi diventare da grigio asfalto a rosso fuoco senza neanche un trucco e un parrucco?” Intanto c’è attesa per rivederlo in pista a Le Mans domenica prossima.

Antonio Russo