MotoGP, Livio Suppo: “Rossi nel 2015 sbagliò con Marquez”

Livio Suppo
Livio Suppo (©Getty Images)

MotoGP, Livio Suppo: “Rossi nel 2015 sbagliò con Marquez. Dovizioso? L’arrivo di Lorenzo decisivo”

Livio Suppo al termine della scorsa stagione ha lasciato la Honda e la MotoGP dopo tanti anni e molte vittorie. Una decisione che sorprese un po’ tutti, ma da rispettare.

Il team manager italiano ha vinto con Casey Stoner l’unico titolo mondiale di Ducati nella classe regina del Motomondiale. Poi con l’australiano e con Marc Marquez sono arrivati i trionfi pure in Honda. Oggi Suppo si occupa di un progetto legato alle e-bike, le biciclette elettriche. Un’avventura completamente diversa da quella nel motociclismo e condivisa con l’amico Stefano Migliorini.

MotoGP: Livio Suppo parla di Marquez, Rossi & C.

Livio Suppo è un grande estimatore di Marc Marquez. Nel 2013 decise di scommettere su di lui, facendolo esordire subito nel team ufficiale Repsol Honda senza fargli fare un po’ di ‘apprendistato’ in una struttura satellite. I risultati gli hanno dato ragione. Intervistato dalla rivista francese Moto Journal, il dirigente italiano ha così parlato del quattro volte campione del mondo MotoGP: «È un pilota speciale. Il tuo più grande vantaggio è la sua personalità. È positivo in ogni momento. La sua rabbia dura non più di pochi minuti. Marquez è colui che mi ha insegnato ad essere sempre positivo».

Il pilota di Cervera ha grandi qualità, sia in pista che come uomo-box. E Suppo da team manager ha anche vissuto il difficile momento tra Marquez e Valentino Rossi nel finale di campionato 2015. Tutti ricordiamo cosa avvenne, soprattutto a Sepang. Tensioni, polemiche e scontri forse mai visti in MotoGP. Questo il suo commento su quei fatti: «A mio parere, Rossi ha commesso un errore, dal momento che Marquez a Phillip Island ha vinto la gara davanti a Lorenzo, il principale rivale di Rossi in quel Mondiale. È difficile capire perché sia diventato così aggressivo. Se Rossi avesse fatto così con te a Sepang, poi lo avresti aiutato a vincere il titolo a Valencia? Bisogna essere realisti».

Valentino accusò Marquez di favorire Jorge Lorenzo nella corsa al titolo MotoGP 2015. Nella clamorosa conferenza stampa di Sepang affermò che lo spagnolo a Phillip Island lo aveva deliberatamente rallentato per tutta la gara, così da far stare davanti il compagno, salvo poi accelerare alla fine e vincere la corsa. Rossi arrivò quarto, dietro anche ad Andrea Iannone. Poi in Malesia sappiamo tutti cosa è successo, con il duello senza esclusione di colpi e quella manovra scorretta del Dottore che poi ha portato al contatto e alla caduta di Marc. Il pesarese penalizzato per l’ultimo GP a Valencia, dove Marquez non tentò mai di passare Lorenzo nonostante fosse a pochi decimi e apparentemente più veloce. Attaccò solo quando arrivò Dani Pedrosa a insidiargli il secondo posto. Un comportamento criticato da molti, ma che Suppo pare comprendere alla luce di quanto fatto da Valentino a Sepang.

L’ex team manager Honda ha avuto modo anche di parlare di Andrea Dovizioso, che dal 2017 è il maggiore rivale del fenomeno di Cervera nel campionato MotoGP. Ha speso parole positive nei confronti del pilota Ducati: «Penso che lui sia il pilota che è maggiormente migliorato nel corso della carriera. Nella 125cc ha vinto il titolo, che Lorenzo non ha fatto. Mentre nella 250cc Dovi era allo stesso livello di Jorge, ma quando Lorenzo è passato all’Aprilia si è trovato in inferiorità meccanica. Da allora, ha iniziato a correre senza lamentarsi e concentrarsi su se stesso. Penso che l’arrivo di Lorenzo in Ducati nel 2017, più del suo lavoro con un allenatore, sia stato la chiave del suo miglioramento».

Il forlivese stesso ha confermato la tesi di Suppo: l’approdo del cinque volte campione del mondo nel team di Borgo Panigale gli ha dato stimoli ulteriori. E il salto di qualità è stato evidente. Dovizioso ha anche spiegato che l’arrivo di Lorenzo è servito per convincere Ducati a intervenire su certi aspetti che lui aveva già messo in evidenza e sui quali era rimasto inascoltato prima.

 

Matteo Bellan