Tony Cairoli: “Herlings completo, il primo titolo non si scorda mai”

Il pilota siciliano racconta la sua carriera

Tony Cairoli (Facebook)

MXGP | Tony Cairoli: “Herlings completo, il primo titolo non si scorda mai”

Ci sono alcuni personaggi che giorno dopo giorno danno lustro al nostro paese in svariati campi. Se si parla di due ruote però Tony Cairoli è sicuramente uno di questi. Il fuoriclasse di Patti è già una leggenda vivente nel motocross, ma come tutti i campioni, lui di successi non è mai sazio. Il siciliano, infatti, rincorre il record di 10 titoli di Stefan Everts per scrivere definitivamente il proprio nome sulla targa del più grande crossista di tutti i tempi.

Nella carriera di Tony Cairoli ci sono sicuramente tante luci frutto di molti sacrifici, come riportato da “RedBull.com”, infatti, il siciliano racconta: “Quando ho vinto il primo GP nel 2004 in MX2 è stata un po’ la celebrazione per i tanti sacrifici fatti insieme alla famiglia. In particolare papà che ha fatto di tutto per farmi correre. Partire dalla Sicilia era molto dispendioso. Poi ricorderò sempre il primo mondiale nel 2005, il coronamento di un sogno, ottenuto nonostante fossi infortunato”.

La morte dei genitori, il momento più difficile

Ma tra le luci di una carriera eccezionale si annidano anche tante ombre e il campione si confida: “Per me è stato terribile quando ho perso i miei genitori. Loro erano i miei due punti di riferimento”.

Quando, invece, si parla di avversari Tony Cairoli ha le idee chiare: “Ho sofferto Christoph Pourcel, era molto tecnico e veloce, difficile superarlo. Poi devo ammettere che il mio avversario attuale, Jeffrey Herlings, è un pilota molto completo. Oggi faccio tanto affidamento sulla testa, certo la forma fisica conta, ma negli ultimi anni ho imparato che non serve sempre essere aggressivi. Per agguantare gli obiettivi servono motivazioni e grande forza mentale”. Intanto Tony Cairoli continua a rincorrere il sogno del 10° titolo. Herlings però gli sta rendendo la vita davvero tanto dura.

Antonio Russo