ESCLUSIVA – Guandalini: “Stagione da risollevare. Futuro? Con Yamaha”

Mirco Guandalini e Ondrej Jezek (foto Guandalini Racing)

Inizio di campionato mondiale Superbike 2018 molto difficile per il team Guandalini Racing. Sono solo 2 i punti conquistati da Ondrej Jezek sulla sua Yamaha dopo i primi cinque gran premi. Sarebbero stati 3, se non ci fosse stata la squalifica per Aragon e Assen.

In ogni caso un avvio complicato per la squadra italiana, che però punta a risollevarsi. Noi di Tuttomotoriweb abbiamo intervistato Mirco Guandalini, patron del team Guandalini Racing in SBK. Lo abbiamo interpellato sia su questo inizio di stagione che su altri temi che riguardano la sua squadra e il campionato mondiale delle moto derivate di serie.

Superbike | Tuttomotoriweb intervista Mirco Guandalini

Quali valutazioni avete fatto dopo i primi cinque gran premi del campionato Superbike 2018?

«Sicuramente i risultati non sono stati all’altezza delle aspettative. Non siamo ovviamente soddisfatti. C’è la consapevolezza, comunque, di correre in un campionato difficile in cui nessuno regala niente. Non nascondo che pensavo che saremmo stati collocati in un’altra posizione. Credevo che potessimo lottare col gruppetto dei privati, cosa che al momento c risulta molto difficile».

Quali sono i maggiori problemi riscontrati in questo inizio di stagione?

«In assoluto trovare il problema vorrebbe dire poterlo risolvere e andare più forte. Purtroppo oggi la situazione non è ancora chiara sul problema, ce l’abbiamo in maniera approssimativa. Abbiamo iniziato con una moto con impianto Magneti Marelli complicata, Yamaha ci sta aiutando assolutamente. Stiamo cercando di metterci a posto, trovando il giusto feeling noi come team e principalmente il pilota per riuscire a guidare bene la moto. Jezek fa ancora fatica a guidarla».

Com’è nata la scelta di puntare su Ondrej Jezek per il 2018?

«E’ sempre stato un pilote veloce, principalmente in Superstock con Ducati del team Barni. E’ ricaduta su di lui scelta per fare qualcosa di positivo assieme. Esprimere dei giudizi in questo momento è complicato. Sicuramente è un ragazzo molto serio. Ovviamente non essendoci i risultati la stagione non è soddisfacente».

Quali sono i rapporti con Yamaha?

«Noi non siamo un team supportato Yamaha, siamo una squadra indipendente. Però con il discorso concession part, loro ci danno tutto quello che serve per fare bene e perfezionare il prodotto Marelli che abbiamo. Ci danno indicazioni di set-up e in generale un supporto importante. Comunque noi non siamo un team satellite, non abbiamo aiuto economico da loro. Però a livello di informazioni siamo aiutati a 360°».

Per Aragon ad Assen avete ricevuto una squalifica che vi è stata comunicata solo a Imola. Cosa è successo?

«Avevamo avuto un problema con un motore. Con i tempi tecnici che c’erano lo abbiamo revisionato e lo abbiamo aperto, sennò non avremmo avuto i motori per andare in pista. Abbiamo tenuto i sigilli dell’apertura del propulsore, però il regolamento prevede che l’area tecnica della Dorna debba essere avvertita per email, cosa che non è stata fatta pensando che bastasse portare i sigilli del motore che avevamo aperto. Di questa cosa ne discuteremo a Donington».

Che piani ha il team Guandalini Racing per il futuro?

«Io non faccio contratti a lungo termine, ho il contratto per quest’anno e la volontà è quella di continuare con Yamaha. La moto è competitiva, è uguale a quella del team ufficiale. Con Van der Mark e Lowes dimostra che può ottenere risultati importanti. Non ci sono motivazioni per pensare di cambiare marca. Non è nel nostro stile fare un anno con una, poi andare da un’altra parte…. Preferiamo qualcosa di duraturo nel tempo».

Che idee si è fatto sul nuovo regolamento e in generale sulla situazione del campionato Superbike?

«Sicuramente la SBK di adesso non è quella di una volta. E’ normale che quando aumenta il livello tecnico ed elettronico delle moto, ciò crea delle selezioni importanti che si stanno vedendo. Queste sono moto importanti e già non è facile per gli ufficiali, basti guardare Yamaha che fatica pur investendo. Se è complicato per una squadra ufficiale, figuriamoci per una privata. Le nuove regole hanno livellato un po’ il divario, che comunque dipende pure dai piloti. Bisognare dare atto a chi arriva davanti, ci sono rider di primo livello. Ci sono due tronconi, quello dei team ufficiali e quello di quelli privati. A parte Barni, che ha una moto praticamente ufficiale».

Secondo lei cosa andrebbe cambiato nella Superbike?

«Se ne parla tanto e ognuno dice la sua. Io mi vorrei astenere dal dire cosa bisognerebbe fare o no a livello tecnico. Oggi il problema più grande dei team privati è la ricerca di risorse economiche, quelle che ti permettono di prendere determinati piloti e fare certi investimenti. Oggi è dura, perché il mercato non è quello di anni fa. Poi viene tutto di conseguenza. Ritengo che poi sia il pilota alla fine a fare la differenza. Bisognerebbe avere qualche risorsa in più da poter investire sia a livello tecnico che di pilota. Dorna? Ci supporta, ovviamente ciascuno dice che non è ancora abbastanza. Io penso che ci stia aiutando tanto, più di quanto avveniva nella gestione Infront».

Quale obiettivo vi siete posti per il prosieguo della stagione?

«Il nostro obiettivo è sempre lo stesso. Vogliamo credere in questo progetto e siamo pronti a intervenire per rimettere in piedi la stagione sia per noi come team che per i nostri sponsor per fare un campionato all’altezza delle aspettative. Puntavamo a lottare per la decima posizione a inizio anno, non per vincere ovviamente. Ci stiamo già muovendo, anche perché alla fine i conti devono tornare».

Secondo lei Rea vincerà nuovamente il titolo SBK?

«Penso che, a meno che Rea non abbia sfortune o imprevisti, il campionato sia all’80-90% nelle sue mani anche quest’anno».

 

Matteo Bellan