MotoGP, Corrado Cecchinello spiega l’elettronica

Valentino Rossi
Valentino Rossi (©Getty Images)

L’elettronica sta diventando il perno centrale della tecnologia MotoGP. Chi resta indietro sembra condannato a inseguire, per questo motivo c’è un mercato degli ingegneri che si muove in sordina per accaparrarsi le migliori figure del settore. Valentino Rossi lamenta un notevole gap sull’elettronica per la sua YZR-M1, ma dai vertici Yamaha fanno sapere che gestiranno la situazione “inter nos” senza dove ricorrere a nuovi tecnici.

A spiegare il compito dell’elettronica ci pensa Corrado Cecchinello, Direttore della Tecnologia MotoGP. “Quando si parla di “elettronica in MotoGP” si dovrebbe intendere, in generale e complessivamente, quei dispositivi, elettronici appunto, che servono ad elaborare certi dati di ingresso per generare ed attuare al motore comandi in grado di farlo funzionare come desiderato – spiega a Sky Sport -. Si tende ad indicare con questo termine sia l’hardware, cioè fisicamente i dispositivi, sia il software, cioè le logiche a bordo degli stessi, secondo le quali i dati di ingresso vengono elaborati e producono i comandi in uscita. Di tutti questi dispositivi il più importante è di gran lunga la centralina di controllo motore (Engine Control Unit = ECU), ed in definitiva è ad essa che, in linea di massima, ci si riferisce colloquialmente col termine di “elettronica”.

Software e piattaforma inerziale

Con l’introduzione della centralina unica la differenza di prestazioni tra team ufficiali e satelliti si è assottigliata e fare la differenza non è impresa semplice. “Il software, che in termini semplici è l’”intelligenza a bordo”, o il complesso delle strategie di elaborazione dei dati e generazione dei comandi, è lo stesso per tutti, ma per funzionare ha bisogno che siano inseriti dall’utente i valori di migliaia di parametri di funzionamento. E’ in questa fase che si può fare una differenza tramite numeri che siano più o meno adatti alla moto in questione, e quindi siano in grado di consentirne uno sfruttamento più o meno vicino al suo limite fisico ideale”, ha aggiunto Corrado Cecchinello. “Facciamo l’esempio del controllo di trazione, per ogni dato angolo di piega esiste un valore ideale del pattinamento, essere capaci di inserire il valore ideale a seconda della moto, dello stile di guida del pilota, delle condizioni della pista e della temperatura ti fa guadagnare tempo sul giro”.

Il lavoro a casa racchiude la maggior parte del tempo e consiste nell’immettere i dati di una moto, ma dato che la realtà spesso è diversa dalla teoria diventa fondamentale il lavoro finale in pista. “La vera difficoltà è quella concettuale, che consiste nella capacità di aver chiaro un obiettivo, e più che altro di individuare i parametri, ed i relativi valori, che ne consentano teoricamente l’ottenimento. Questa seconda fase richiede una profonda comprensione del funzionamento del software, e conoscenza della moto”.

Dal 2019 sarà possibile l’omologazione uguale per tutti anche della piattaforma inerziale, il complesso dei sensori e processori che servono ad informare la centralina sulla posizione della moto rispetto alla pista. “E’ un componente cruciale, e quindi unificarla certamente rappresenta un buon risparmio, grazie alla fine degli investimenti dei singoli costruttori, ed un buon passo verso un maggiore trasparenza del concetto di “elettronica unica”.