Schwantz: “Rossi e Marquez? Avessero la stessa età sarebbe epico”

Il pilota americano ha fatto il punto sulla stagione

Kevin Schwantz (Getty Images)

MotoGP | Schwantz: “Rossi e Marquez? Se avessero la stessa età sarebbe epico”

Kevin Schwantz nonostante abbia vinto in carriera un solo titolo mondiale è entrato nella storia del Motomondiale come uno dei piloti più spettacolari. In carriera ha vinto 25 gare e ha raggiunto per 51 volte il podio. L’ex rider non ha peli sulla lingua e nel recente passato si è reso protagonista di diverse uscite a muso duro contro Andrea Iannone.

Come riportato da “Corsedimoto.com”, Kevin Schwantz, alla domanda se fosse cambiata la sua opinione su Iannone ha così risposto: “La mia opinione non è cambiata. Non ho mai pensato che Iannone non fosse veloce, ma deve esserlo costantemente”.

Per Schwantz Dovizioso non ha mostrato consistenza

L’ex rider statunitense ha anche affermato che pensa che Suzuki si concentrerà sicuramente su Rins nei prossimi anni, ma che non è certo che Iannone gli resti accanto. Sul rivale di Marquez per questa stagione ha invece dichiarato: “Il suo più grande nemico in questo momento è sé stesso. Dovizioso non ha mostrato alcuna consistenza quest’anno. Valentino e la Yamaha sembrano ancora in difficoltà. Crutchlow, invece, deve smetterla di regalare grandi quantità di punti”.

Su Lorenzo, invece, l’americano ha fatto capire che bisogna concedergli altro tempo prima di poterlo giudicare. Parlando di Rossi, invece, ha affermato: “Se vinci gare e mostri consistenza puoi metterti in lizza per il mondiale. Marquez è il pilota da battere, ma Rossi potrebbe essere lì a raccogliere i punti lasciati per strada dagli altri. Se avessero la stessa età la loro battaglia sarebbe ancora più epica come lo è stata sino a qualche anno fa. Forse chissà se fosse più giovane Rossi sarebbe tornato in Honda. Forse sarebbe andato in squadra con Marquez“.

Infine Kevin Schwantz ha elogiato il nostro paese per il cibo e il numero di amanti del motorsport presenti qui in Italia. Non è un mistero, infatti, che l’americano è profondamente innamorato del nostro paese.

Antonio Russo