Max Biaggi: “Valentino Rossi può vincere il titolo a 41 anni”

L'ex grande avversario celebra il Dottore

Max Biaggi (Getty Images).

MotoGP | Per Max Biaggi Valentino Rossi può ancora vincere

Valentino Rossi e Max Biaggi hanno colorato il Motomondiale dei primi anni del 2000. I due, orgoglio italiano, hanno spaccato la nostra bella penisola in due fazioni tra chi tifava per l’uno e chi per l’altro. Prima che arrivasse Marc Marquez era proprio il rider romano il bersaglio preferito delle frecciatine del Dottore.

Come riportato da “Quotidiano.net”, Max Biaggi ha così parlato della scelta di Valentino Rossi di proseguire sino a 41 anni: “Attenzione, tutto è possibile, anche quando sembra che l’età possa dire il contrario. L’età fa la differenza sui documenti, ma in pista è tutta un’altra storia. Io ho vinto un mondiale a 41 anni”.

Marquez più forte di prima

Il rider romano ha parlato poi anche dell’avversario numero uno di Valentino Rossi nella rincorsa al 10° titolo: “Il Marquez che ho visto nelle prime gare probabilmente mi è sembrato addirittura più forte degli anni scorsi. Lo vedo il favorito assoluto per il mondiale. Penso che se la giocherà con Vinales e ovviamente Rossi“.

Biaggi ha poi parlato anche della Ducati: “Stanno facendo indubbiamente bene, ma credo che sarà difficile per loro ripetersi. Nessuno gli farà sconti. La Ducati non verrà sottovalutata quest’anno. Il mondiale è da qualche anno che comincia sempre in maniera movimentata”.

Il pilota italiano ha poi parlato anche della diatriba tra Valentino Rossi e Marquez: “In questo sport si fa di tutto per vincere. Poi ci sono varie fazioni e all’episodio si aggiungono tante chiacchiere così si ingigantisce. Certe situazioni contribuiscono a dare ancora maggiore popolarità alla MotoGP.

Sui giovani infine ha concluso: “Per arrivare al vertice servono la moto e il team giusto e in MotoGP ci sono solo 2 moto con cui poter vincere. Nel campionato spagnolo c’è un ragazzino davvero molto bravo che secondo me farà bene e a me piacerebbe vederlo nel Motomondiale“.

Antonio Russo