La svolta dopo Sepang 2015. Ippolito spiega Race Direction e FIM Stewards

Carmelo Ezpeleta e Vito Ippolito
Carmelo Ezpeleta e Vito Ippolito (©Getty Images)

All’indomani del GP d’Argentina Vito Ippolito spiega le differenze tra Direzione Gara e FIM Stewawrds.

La Race Direction ha commesso una serie di errori nel corso del Gran Premio d’Argentina che hanno macchiato l’immagine degli organizzatori. La ritardata penalizzazione di Marc Marquez alla partenza, la mancata investigazione degli incidenti tra Zarco e Pedrosa e tra Petrucci ed Espargarò evidenziano alcune lacune regolamentari che ancora lasciano discutere.

Fino alla fine del 2015 la Direzione di Gara era l’organo dedito a giudicare il comportamento in pista e stabilire eventuali sanzioni. Dopo i fatti di Sepang la struttura decisionale è stata sdoppiata: “In passato la Direzione Gara era responsabile sia dei giudizi sul comportamento in pista, sia delle altre decisioni da prendere durante la corsa”, ha spiegato a Motogp.com Vito Ippolito, presidente della Federazione Motociclistica Internazionale. “Abbiamo pensato che era meglio separare i due aspetti e oggi abbiamo due organi, la Race Direction affiancata al pannello di controllo composto dagli FIM stewards”.

Si è deciso di separare le due funzioni in quanto la Direzione di Gara era già impegnata in molte altre responsabilità. Gli stewards della FIM sono persone esperte che al termine di una gara fanno un’analisi dettagliata di quanto successo, sul comportamento dei piloti. Il presidente FIM continua: “Inoltre il modo di approcciare alla corsa è totalmente diverso tra i giudici e i membri della Direzione Gara con il ruolo dei primi focalizzato sul penalizzare i comportamenti ritenuti contro il regolamento. Abbiamo a disposizione circa venti giudici ma quelli scelti per il MotoGP sono pochi, i migliori. Uno di essi è permanente mentre gli altri sono a rotazione. Il vantaggio di avere due strutture separate è alleggerire la Direzione Gara, organo fondamentale per gestire i molteplici aspetti della competizione, dal lavoro sul giudizio e sulle penalità”. Vito Ippolito conclude: “Una divisione fondamentale, che dà anche maggior efficacia ai due organi”.