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Donatella Versace e Lewis Hamilton (©Getty Images)

Assente all’inaugurazione della prima Hall of Fame dedicata alla F1, per sfilare invece sul tappeto rosso dei Fashion Awards di Londra, Lewis Hamilton è tornato a parlare del Circus in occasione della consegna dei premi della BRDC (British Drivers Racing Club). Sapendo della presenza in platea dell’attuale CEO della massima serie Chase Carey, il quattro volte iridato ha espresso dal palco i propri desideri per il prossimo futuro della categoria reclamando motori rumorosi, gomme grandi, la possibilità di lottare con gli avversarsi senza il rallentamento dell’aerodinamica, ma soprattutto gare più maschie rispetto a quelle delle ultime stagioni.

“Parlando da pilota mi piacerebbe vivere corse più battagliate come avviene nei kart. A mio avviso quello continua ad essere il genere di competizione più reale perché ci si segue da vicino”, ha affermato il britannico della Mercedes prima di analizzare le auto della rivoluzione. “Le monoposto del 2017 sono state ottime, tuttavia occorre fare uno step ulteriore. Sono certo che la Liberty Media stia lavorando in questa direzione in ottica 2021″.

“Personalmente vorrei che il propulsore suonasse più forte e che anche le coperture fossero più ampie. Perché mai Sir Jackie Stewart alla sua epoca, poteva godere di pneumatici più importanti e noi no? In secondo luogo bisognerebbe diminuire il downforce in modo da agevolare la bagarre. Ad essere sincero non capisco perché i GP di F2 debbano essere migliori dei nostri in tutto e per tutto”, l’affondo alla sala dei bottoni. “In fin dei conti la F1 dovrebbe essere in assoluto la classe più veloce”.

L’esempio degli altri

Come sempre entusiasta per tutto ciò che è americano Ham ha quindi sollecitato la massima serie a seguire quanto sta facendo il football a stelle e strisce.

“Credo sia sotto gli occhi di tutti. Non è ciò che voglio io, il problema è che uno sport speciale come la F1 sta finendo dietro a molti altri. Quando guardi l’NFL o altre discipline simili ti rendi conto che godono di maggiore consapevolezza globale ed questo che dovrebbe essere il nostro obiettivo”, la sua considerazione finale condita da un po’ di ruffianeria. “Il bello della Liberty è che in questo anno hanno saputo subito inserire nel mix qualche elemento innovativo pur essendo ancora in fase di studio circa le necessità della serie e dei tifosi”.

Chiara Rainis