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Bandiere Michelin (©Getty Images)

Assente dai GP dal 2006 la Michelin ha fatto sapere di non avere la minima intenzione di tornare in F1. Forse scoraggiata dalla domanda della premiata ditta Liberty Media – FIA di fornire coperture chewingum, poco in linea con il DNA del marchio, la Casa francese ha candidamente ammesso di non essere interessata a riprendere una strada ormai abbandonata.

I motivi di questo rifiuto, palesato lo scorso weekend in occasione del doppio appuntamento di Hong Kong della Formula E dal responsabile motorsport Pascal Couasnon, starebbe tutto nella mancanza di compenetrazione tecnologica tra la pista e la serie. In pratica il prodotto creato per il Circus non avrebbe alcuno sbocco per le vetture stradali.

Spesa alta e basso riscontro

“Il nostro brand ama le sfide che normalmente sono rappresentate dalle gare. La categoria al 100% elettrica centra in pieno questo obiettivo, oltre a permetterci di mettere alla prova le nostre capacità attraverso regole flessibili”, la spiegazione del transalpino. “In pratica non vogliamo misurarci in una serie dove non c’è vera competizione, o meglio che non va poi ad influenzare quella che è la macchina del signor x. Ad esempio, avevamo proposto per la F1 un pneumatico da 18 pollici per imparare qualcosa e trasferire immediatamente sui veicoli, ma con il regolamento attuale non si può assolutamente apprendere nulla di utile. Dunque spendere soldi a palate per progettare una “scarpa” da cambiare ogni 7 o 10 giri senza avere un feedback per la produzione normale non rientra nei piani”, ha poi concluso seccamente.

In effetti una delle differenze cardine tra il top delle ruote scoperte e la FE, risiede proprio nelle coperture. Mentre il Circus 2018, ad esempio, potrà vantare una gamma di 5 mescole slick (hard, medium, soft, supersoft, ultrasoft e hypersoft) e 2 da bagnato (full wet e intermedie), le gomme delle monoposto full electric sono standard, non hanno bisogno di sostituzione durante la corsa e valgono sia per l’asciutto, sia in caso di pioggia.

Chiara Rainis