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Marc Marquez (©Getty Images)

Dopo la vittoria del sesto mondiale, i test a Valencia, la festa a Cervera, l’Allianz Motor Camp e la festa Honda Thanks Day per Marc Marquez è tempo di meritate vacanze. A fine gennaio si ricomincia con il primo test a Sepang, dove avrà modo di provare la sua nuova RC213V 2018 con cui darà nuovamente l’assalto al titolo mondiale.

Dopo aver perso i capelli per lo stress è giunto il momento che El Cabroncito stacchi la spina per ricaricarsi. “È normale che alla fine della stagione ti svuoti e quando finisci hai voglia di fermarti – ha detto il sei volte iridato a Mundo Deportivo -. Ma soprattutto mi sono sentito vuoto all’inizio della stagione. In estate mi sono ricaricato un po’ e la seconda parte della stagione è stata più intensa e più divertente”.

La salita di inizio campionato

Marc Marquez non ha mai perso la speranza, anche nella prima parte del Motomondiale, quando la moto non rispondeva perfettamente alle sue richieste. “Tra Le Mans e Mugello è stato complicato. Non ho visto il titolo svanire, perché non l’ho mai visto perso, ma non mi piaceva la moto. Non pensavo potesse essere un altro 2015, ma sapevo che avrei avuto una stagione molto lunga. Ed è allora che ho pensato di cambiare la strategia”.

La chiave della svolta è stato il test al Montmelò dove ha potuto provare un telaio leggermente diverso già in dotazione ad alcuni piloti Honda. Marquez aveva preferito conservare il telaio 2016 che sembrava adattarsi meglio alle nuove gomme Michelin, ma ad un certo punto ha dovuto dare una sterzata al campionato e alla sua RC213V. A complicare l’inizio della stagione anche il debutto del nuovo motore big bang: “Quando il nuovo motore è arrivato nei test precampionato eravamo sullo stesso livello dell’altro (motore screamer). Ciò significa che se non altro eravamo allo stesso livello dell’altro e aveva più potenziale per lavorare – ha spiegato Marc Marquez -. Non è lo stesso nei test, dove hai molti giri per provare. In un Gran Premio devi cambiare le cose velocemente. Fino a quando non abbiamo trovato una buona base ci è costato un po'”.

Gli avversari del 2018

Dei sei titoli conquistati in carriera forse questo è il più sudato ed emozionante. “Ogni titolo ha il suo valore, ma questo è uno dei titoli di cui sono più orgoglioso perché tutto era molto stretto, la seconda parte della stagione ho vinto io o vinceva Dovi, non c’era nessun altro, eravamo super vicini e ne sono orgoglioso… Mi ha insegnato a non sottovalutare nessuno”. E per il 2018 la lista dei contendenti sarà piuttosto ampia. “Fra tutti Dovizioso è diventato uno dei soliti – ha sottolineato Marc Marquez -. Lorenzo che sarà migliore di quest’anno e costantemente in lotta per il podio, come minimo raggiungerà sicuramente la sua prima vittoria con la Ducati. E Zarco che ha finito la stagione meglio di Viñales e Rossi”.