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Jules Bianchi (©Getty Images)

Charles Leclerc è l’uomo del momento.Il contratto appena firmato con l’Alfa Romeo Sauber, ma soprattutto la stagione di cui si è reso protagonista in F2 lo hanno trasformato in una vera star pur non avendo ancora calcato il palcoscenico del Circus. Perché sì, chiunque abbia attraversato il paddock della massima serie in uno dei GP in programma nel 2017, in particolare dal dopo vacanze estive in avanti, non può non aver sentito qualche apprezzamento a lui rivolto, sia come pilota, sia come ragazzo, da tutti dipinto dal cuore grande e con i piedi per terra.

L’omaggio

Un esempio dalla sua umiltà lo ha mostrato durante la cerimonia degli Autosport Award di domenica sera a Londra quando, premiato come “Debuttante dell’Anno” dalla Richard Mille, ha voluto dedicare un pensiero a due persone per lui importanti e ormai non più su questa terra: Bianchi, ossia colui che lo segnalò a quello che ora è il suo manager Nicolas Todt, e papà Hervé, scomparso all’improvviso alla vigilia del round di Baku della categoria cadetta.

“Dopo tanti anni di duro lavoro riuscire ad arrivare in F1 e subito da titolare non può che fare piacere. Sapere poi di cominciare la carriera in una scuderia appena diventata in parte italiana e sostenuta dalla Ferrari è ancora meglio”, le parole del driver dell’Academy. “Ciò che però rende ancora più forte l’emozione per la promozione è la consapevolezza che qui avrebbe dovuto esserci Jules. Ci tengo che venga ricordato e farò sempre del mio meglio per restare fedele a lui e a mio padre, che ho perso quest’anno”.

“Nei prossimi mesi ci sarà parecchio da fare e dovrò concentrarmi al massimo per ottenere risultati”, ha aggiunto a proposito dell’impegno che lo attende. “Avere il Cavallino alle spalle sarà uno sprone, inoltre vorrei portare in alto la bandiera di Montecarlo essendo soltanto il terzo pilota proveniente dal Principato dopo Louis Chiron e Olivier Beretta”.

Chiara Rainis