Niki Lauda: “Marchionne fa bene a criticare il team Ferrari”

Niki Lauda (©Getty Images)

Niki Lauda ne è convinto. L’Hamilton che abbiamo visto in azione quest’anno e che ha saputo battere il record di pole position di Ayrton Senna, oltre a vincere il quarto iride tra i piloti, è stato il migliore se non dal 2007 ad oggi, almeno da quando è vestito con i colori Mercedes.

“Non avendo avuto a disposizione la macchina più competitiva del lotto è stato ugualmente in grado di portare a casa il massimo, dunque è giusto dire che è stato al top. Nei tre passati campionati, infatti, ha avuto un mezzo col quale avrei conquistato il mondiale pure io. Un po’ come mi successe nel ’76. Senza l’incidente del Nurburgring avrei trionfato a mani basse. In questa occasione invece, Lewis ha battuto una Ferrari molto forte, dunque il merito maggiore è suo”, il pensiero dell’austriaco condiviso a La Gazzetta dello Sport.

“La voglia di progredire sempre è ciò che distingue i grandi”, ha proseguito nell’elogio il boss non esecutivo di Staccarda. “Aggiudicarsi un titolo non è difficile. Con un’auto valida ci sono riusciti in tanti. Continuare a farlo è questione per pochi ed Ham è di quella razza. Nessuno quest’anno ha corso al suo livello, solo Vettel a volte ci si è avvicinato e continuerà così, arriveranno automaticamente altre gioie. Per quanto riguarda battere Schumacher dipenderà da quante stagioni vorrà ancora disputare”.

Ferrari, un’occasione mancata

E proprio sulla prestazione complessiva del Cavallino e del #5 Lauda ha fatto questa valutazione: “Di certo potevano vincere. Avevano la monoposto migliore e un pilota fantastico, però a un certo punto Sebastian ha commesso degli errori come a Singapore o in Messico e in più ci sono stati dei guasti meccanici. Il Presidente Sergio Marchionne ha fatto bene ad avanzare delle critiche. Alla fine il campionato lo hanno perso loro”.

Infine sul tema proposte per la F1 del 2021 quando dovrebbe entrare in vigore il tanto chiacchierato budget cap, ha analizzato: “A fronte di una crescita dei costi di circa 70 milioni annuali, diminuiscono i ricavi. Di conseguenza l’impegno principale dovrebbe essere quello di generare più soldi. Tagliare i costi nelle squadre significa anche dimezzare il personale. E’ qualcosa che richiede tempo. Non si può lasciare a casa la gente all’improvviso”. E sulle minacce d’abbandono di Maranello ha chiosato: “Non credo sia il caso di spingersi a tanto”.

Chiara Rainis

 

Tags:



Altre Notizie