Livio Suppo: “Non tornerò in MotoGP. Ho un sogno da realizzare”

Livio Suppo (©Getty Images)

Con una conferenza stampa a sorpresa Livio Suppo ha annunciato le sue dimissioni dalla Honda Racing Corporation. Un fulmine a ciel sereno che arriva all’indomani della conquista del Mondiale Piloti da parte di Marc Marquez. L’ex team principal stamane è presente nel paddock di Valencia in veste di semplice osservatore, poi domani lascerà il Ricardo Tormo e si dedicherà a nuova vita.

Il tecnico di origine torinese respinge le voci che vorrebbero una lite con la Honda alla base del suo addio. “Capisco la sorpresa, era da un po’ che ci pensavo ma ho preso questa decisione abbastanza in fretta”, ha ammesso Livio Suppo a Sky Sport. “La decisione vera e propria l’ho presa solo nei giorni scorsi e non l’avrei presa se il Mondiale fosse andato storto. E’ andata bene, ho pensato che era il momento giusto per lasciare così da dare all’azienda il tempo di riorganizzarsi”.

Nel paddock si rincorrono voci di un suo possibile trasferimento in KTM nel 2019, un team che grazie al suo sponsor Red Bull promette di fare grossi investimenti non appena la moto sarà all’altezza della situazione. “Ad oggi non ho nessun contatto con nessun altro costruttore, la mia intenzione non è quella di tornare in questo ambiente con un’altra azienda. Ho altri progetti da seguire, ho un sogno da realizzare. Mi piacerebbe fare qualcosa per cui sono più coinvolto, ma non in questo ambiente”.

Rivedremo Livio Suppo nel paddock come osservatore o è un addio definitivo alla classe regina? “Non so se fra sei mesi mi mancherà e verrò a tante gare o starò benissimo e quindi non verrò”. A lui il merito di essere il primo e unico a rivestire il ruolo di team principal in Honda, come fortemente voluto da Shuhei Nakamoto. Adesso bisogna attendersi un tecnico giapponese al suo posto. “Con Nakamoto ho avuto un rapporto di amicizia, con lui prendere questa decisione sarebbe stato più difficile”, ammette il tecnico piemontese.

Adesso che si è spogliato dei panni Honda ha maggior libertà di opinione in pubblico. “A volte ho invidiato Carlo Pernat per le sue sfiammate bestiali – ha aggiunto Suppo -. Invece quando guidi un team la priorità è avere rispetto dell’azienda e difendere i suoi piloti, quindi diventi antipatico…. Faccio un po’ il Pernat: pensiamo a quanto la Ducati diceva che i cambiamenti dell’aerodinamica erano un grosso svantaggio iniziale. Invece stavano vincendo un Mondiale con un pilota che non ne aveva affatto”.

 

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