Livio Suppo loda Morbidelli: “Talento puro e molto intelligente”

Livio Suppo – team manager Honda (©Getty Images)

Franco Morbidelli a Sepang ha vinto il campionato mondiale Moto2 2017, il primo italiano a riuscirci da quando la categoria intermedia è cambiata. Prima, con la classe 250, era stato Marco Simoncelli (2008) l’ultimo dei nostri a farcela.

Grande soddisfazione per il pilota romano, autore di otto vittorie in stagione e tuttavia costretto ad attendere la penultima gara per poter gioire. Senza scordare che la matematica vittoria del titolo è arrivata quando si è saputo che Thomas Luthi non avrebbe corso. Un successo particolare, conquistato ancora prima di correre, ma che comunque è decisamente meritato. Lo svizzero, seppur spesso costante, ha vinto solamente un GP. Singolare che i due nel 2018 saranno compagni di squadra in MotoGP nel team Estrell Galicia Marc VDS.

Livio Suppo parla di Franco Morbidelli

Morbidelli l’anno prossimo guiderà una Honda, con la quale prenderà già contatto nell’immediato test post-campionato a Valencia. Ovviamente il suo rendimento sarà valutato dai vertici HRC, che nel corso della stagione dovranno decidere se confermare Dani Pedrosa oppure cambiare pilota. Anche Marc Marquez è in scadenza di contratto, ma la Casa di Tokio farà di tutto per tenerselo stretto.

Livio Suppo, team manager Honda, ha avuto modo di parlare dei nuovi piloti che dalla Moto2 arriveranno in MotoGP e ovviamente ha menzionato Morbidelli: “E’ difficile fare previsioni sulle prestazioni dei nuovi arrivati – riporta Speedweek -. Prendiamo due piloti che sono stati campioni del mondo in Moto2. Tito Rabat ha avuto grandi problemi con la moto da MotoGP. Invece Johann Zarco, al contrario, si sente molto bene su di essa. La MotoGP è una classe piuttosto complicata. Alcuni piloti istintivi spesso soffrono di più all’inizio. Franco Morbidelli non solo ha talento puro, ma è anche un ragazzo molto intelligente”.

Sicuramente Suppo e tutti in Honda avranno un occhio di riguardo per Morbidelli, pilota talentuoso che merita considerazione. Ovviamente il primo anno in MotoGP può essere difficile, però è importante che nel corso del tempo cresca e ci sia un processo di maturazione continuo.

 

Matteo Bellan (segui @TeoBellan su Twitter)