Mansell alla Regina Elisabetta: “Hamilton merita di diventare Sir”

Lewis Hamilton (©Getty Images)

Dopo Jackie Stewart il prossimo Sir della F1 potrebbe essere Hamilton. Non è ancora realtà, certo, ma è ciò che avrebbe chiesto pubblicamente Nigel Mansell, iridato 1992 e abbagliato dalle meravigliose performance del connazionale che oltre aver raggiunto, finora, l’incredibile cifra di 62 vittorie di gara si è appena aggiudicato il 4° titolo iridato in 11 anni di attività nella massima serie.

“Si è guadagnato tutto ciò che ha ottenuto. A mio avviso Lewis è come una ventata di aria fresca. Ha superato tante frontiere ed è un bravo ragazzo sebbene a volte sia stato mal interpretato”, ha dichiarato all’Alan Brazil Sports Breakfast Show. “Ecco perché credo debba essere onorato in tutti i modi possibili. E’ di sicuro uno dei più grandi. Lo avevo previsto già qualche anno fa. Ham possiede tutte le carte per battere qualsiasi record. Il suo livello glielo consente. Può davvero diventare il meglio del meglio del meglio. Penso potrà facilmente arrivare a 8 mondiali”, l’elogio forse un po’ sperticato.

Il Professore non ci sta

Molto lontano da questa visione celebrativa si è invece dimostrato Alain Prost che all’Equipe ha in un certo senso ridimensionato il briannico: “Quando si ha un palmares come il suo si comincia a vivere corsa per corsa. Non è mai bene guardare troppo lontato. Chi parla per lui di sette sigilli fa una cosa assurda. E’ vero, i record sono fatti per essere battuti e lui è riuscito a superarne alcuni che sembravano intoccabili come il numero di pole position. Tuttavia non va dimenticato che adesso ci sono più GP e le vetture sono senz’altro più affidabili. Insomma rispetto al passato è cambiato tutto. Capisco comunque che sia appassionante per i tifosi tentare di comparare il talento e i risultati di piloti di differenti generazioni. Ognuno ha la sua idea. Comunque è certo che Lewis eguagliando me e Sebastian Vettel è entrato in una nuova dimensione”, ha concluso il francese.

Chiara Rainis