Logica matematica, DNA da campione. Marquez: “Alla fine sono umano”

Marc Marquez (©Getty Images)

Marc Marquez arriverà a Valencia sul vento dell’aritmetica: basterà piazzarsi 11° in caso di vittoria di Andrea Dovizioso per riconfermarsi campione del mondo. Per assicurarsi il sesto titolo in carriera basterà non commettere errori. Ma il fenomeno di Cervera assicura: “Non correrò per arrivare undicesimo”.

La bravura di un fuoriclasse sa nel saper gestire le situazioni difficili. A Sepang il pilota Honda ha saputo trarre il massimo da una situazione complicata per le caratteristiche della RC213V. Inutile azzardare un attacco ai danni di Zarco per racimolare 3 punti in più. “Ho iniziato la corsa in maniera abbastanza aggressiva, ma ho capito che entrambi i piloti Ducati erano più veloci di me. Quando stavo attaccando Zarco stavo prendendo alcuni rischi. Poi ho pensato che è più o meno uguale arrivare a Valencia con 24 punti o 21 punti davanti”.

Una “saggezza” matematica nata dalle ceneri della stagione 2015, quando superare il limite era un malessere psicologico più che genetico. Adesso il DNA del campione è ben formato, la logica matematica ben radicata. “Alla fine sono umano e quando stai combattendo per il campionato basta un piccolo movimento per generare un grande incidente. Forse se avessi preso più rischi sarei già campione – ha ipotizzato Marc Marquez -. Ma se fossi caduto avrei solo sette o otto punti di vantaggio. Meglio fare un passo alla volta”.

La frenata e l’entrata in curva, punti forti del Cabroncito, non hanno funzionato sul bagnato di Sepang. Ma senza ordine di scuderia in casa Ducati sarebbe già campione del mondo… “È completamente normale e sono completamente d’accordo con quello che stanno facendo, un ottimo lavoro”, ha chiosato il leader della classe regina. “Al posto di Lorenzo avrei fatto la stessa cosa… Sono cose difficili da accettare nelle gare, ma fanno parte del nostro lavoro”.

Che gara bisognerà attendersi a Valencia? Di certo Honda non avrà bisogno di ribattere con ordini di scuderia. “Il miglior ordine di squadra è che Dani vinca e dia il 100% – ha concluso Marc Marquez -. È uno dei circuiti in cui è più veloce e può vincere”. Ma avverte: “Non correrò per arrivare undicesimo”.

Luigi Ciamburro