Il Giorno dei Morti entra sul circuito Hermanos Rodriguez

Il Giorno dei Morti al GP del Messico (©Getty Images)

Prima del Gran Premio del messico gli spettatori sugli spalti e da casa hanno assistito ad una coloratissima parata in stile carnevalesco, con teschi e maschere beffarde, per celebrare “El Día de los Muertos”, ovvero il giorno dei morti. E’ una delle feste più sentite della tradizione messicana, quest’anno dedicata alle oltre 200 vittime del terremoto del mese scorso.

E’ un modo allegro e ancestrale di ricordare le persone scomparse, un modo per riconoscere la morte come parte integrante della vita umana. Le donne si travestono ‘da ‘Catrina”, la maschera che rappresenta uno scheletro al femminile, disegnata dall’artista Jose Guadalupe Posada nel 1913 e che da allora è entrata nell’iconografia della festa.

Le celebrazioni del Giorno dei Morti in Messico sono di origine azteca e si svolgono da oltre 2.000 anni, con i familiari che si recavano presso le tombe dei loro cari portando musica, cibo, bevande e dialogando con loro. Una festa di suoni, musica e colori che sta coinvolgendo altre città nel mondo come Vancouver, Bournemouth, Canada

I festeggiamenti nascono dall’idea che i defunti potrebbero essere rattristati da dolore provato dai propri cari ancora in vita. Per questo vengono rimembrate tutte quelle attività che le persone scomparse hanno svolto nel corso della loro vita terrena. In tal maniera i morti si svegliano dal sonno eterno per partecipare alle celebrazioni insieme ai propri cari.

Nel 2003 l’Unesco ha dichiarato la festa messicana“patrimonio culturale immateriale dell’Umanità”. Così, ogni anno tra il 30 ottobre e il 2 novembre, Città del Messico, le altre città e i piccoli villaggi si riempiono di altari con offerte e cibo. Ma quest’anno la sfilata è entrata fin dentro all’Autodromo Hermanos Rodriguez, alla vigilia del Gran Premio del Messico che ha decretato Lewis Hamilton campione del mondo.