Marquez over the top. Alzamora: “Il meglio deve ancora venire”

Marc Marquez (©Getty Images)

Venti e passa cadute in una stagione non fermano le ambizioni di Marc Marquez, l’innata ricerca del limite e del rischio. Nelle qualifiche del Gran Premio di Sepang il leader del mondiale scivola e deve accontentarsi della settima posizione in griglia di partenza. Cade su un asfalto rovente che il termometro misura a 50°, ma l’atmosfera esterna e interiore non è meno rovente, alla vigilia di una gara che potrebbe assegnargli il sesto titolo mondiale.

Il signor MM93 non vuole accontentarsi di una posizione di comodo per ergersi sulla cruna del mondo. A riassumere l’annata di una “stella cadente” è Emilio Alzamora, manager del pluricampione di Cervera: “Le cadute non mi piacciono, ma se non prendevi i rischi che hai preso quest’anno probabilmente non sarebbe nella posizione che è adesso”, ha detto ai colleghi spagnoli del ‘Marca’.

In una stagione combattuta sul filo dei decimi, dove le gomme hanno causato sbalzi di equilibrio, a fare la differenza è il pilota. Un signor pilota coadiuvato da un team di persone coordinate e calibrate, all’interno di un ingranaggio ben oleato che sarà difficile ossidare. Ci ha provato la Ducati di Andrea Dovizioso, ci ha provato Valentino Rossi, il suo esperto compagno di squadra Dani Pedrosa. Finora soltanto Jorge Lorenzo è riuscito a imporsi in una sola annata, complici i sei ritiri del Cabroncito.

Quattro titoli (o quasi) in cinque anni sono numeri da leggenda, chapeau! Un dominio che rischia di prolungarsi ancora per molti anni, fino a quando Yamaha o Ducati non riusciranno a sviluppare una moto nettamente superiore. Ma i tecnici di Tokyo non sono persone che restano a guardare. Hanno iniziato in sordina il 2016 per poi ingranare la necessaria marcia in più, realizzando una RC213V su misura di Marquez, tra pregi e anche diversi difetti.

Ma fino a quando ci sarà Marc sono i pregi a farla da padrona e i difetti occultati sotto un tappetino di polvere. Honda metabolizza e incassa. Ma il contratto in scadenza a fine 2018 obbliga il colosso nipponico ad adeguarsi e a preparare un assegno d’oro, a doppia cifra iniziale. Prima che la concorrenza si faccia avanti a suon di quattrini. “Con lui non si sa mai”, ha profetizzato Alzamora. “Il meglio deve ancora venire”.

Luigi Ciamburro