Bernie Ecclestone: “La Ferrari è la F1 ed è giusto aiutarla”

Bernie Ecclestone (Getty Images)

All’alba dei suoi 87 anni Bernie Ecclestone ne ha per tutti. Il grande escluso dal Circus targato Liberty Media, come noto mai politicamente corretto, non ha tenuto chiusa la bocca neppure oggi e in un’intervista a La Repubblica, ha detto la sua su molti aspetti di quella che è stata la sua creatura.

“La F1 è la Ferrari e la Ferrari è la F1″, ha cominciato riferendosi alla magica rimonta operata dal Cavallino nello spazio di pochi mesi sulla Mercedes. “Aiutarla è sempre stata la cosa più intelligente e lo si è fatto attraverso i regolamenti tecnici. Una stagione vinta dalla Rossa ha più valore che se vinta da altri. Allo stesso modo la concorrenza ci tiene che la Scuderia sia competitiva. Arrivare primi davanti alla Sauber non ha certo lo stesso sapore”.

Passando invece al capitolo Frecce d’Argento il Supremo ha sentenziato: “Erano già in vantaggio con la PU quando gli avversari ancora non sapevano nemmeno che ci sarebbero state. La chiave del loro successo è stata la presenza di Ross Brawn nel gruppo FIA al momento di decidere che genere di propulsori adottare per il 2014. Sapeva esattamente cosa stava succedendo. Non era lì perché era un bravo ingegnere, ma perché veniva da Maranello. Ce lo avevano messo loro. Poi è andato alla squadra di Stoccarda. E ha portato il know how con sé”.

Quindi sugli odiati ibridi ha affermato: “Io mi ero opposto, mentre l’allora Presidente Max Mosley diceva che era la cosa giusta. Alla fine le scuderie si convinsero e la modifica passò. Rimasi molto stupido dal Cavallino. Loro erano bravi a produrre motori potentissimi e all’improvviso accettavano di avere a che fare con questi giocattolini costosi e sofisticati. Montezemolo non capiva niente dell’argomento, ma i suoi tecnici lo convinsero che era meglio così e fu la decisione sbagliata”.

Andando sull’oggi e sulle difficoltà incontrate da Sebastian Vettel nella seconda parte di mondiale, intoppi che ne hanno pregiudicato il successo finale, l’inglese ha spiegato: “A Singapore ha fatto quello che doveva. Il problema è stata la partenza straordinaria di Raikkonen, che ha tolto spazio di manovra a Verstappen. È stato un incidente e non è colpa di nessuno. I guasti in Malesia e in Giappone invece sono errori umani che hanno avuto un certo peso”.

Infine interrogato sulla neo proprietà americana Ecclestone è stato meno gentile seppur realista: “Avevo costruito un ristorante stellato, loro lo stanno trasformando in un McDonald’s”.

Chiara Rainis