Crisi Yamaha, Meregalli: “Non troviamo la strada giusta”

Maio Meregalli (©Getty Images)

Il doppio podio di Phillip Island non basta a cacciar via i “mostri” dal box Yamaha. Restano i problemi irrisolti sulla Yamaha YZR-M1, manca una strada da seguire, anche se i tecnici di Iwata stanno testando nuove vie. Maio Meregalli ammette: “Non abbiamo ancora trovato una strada solida”.

Sepang e Valencia saranno due tappe importanti per programmare il futuro della Yamaha MotoGP. Nei primi test collettivi al Ricardo Tormo non ci sarà la moto del prossimo anno, ma solo una bozza. Perchè i nodi al pettine sono ancora difficili da sciogliere, a cominciare dall’usura del posteriore e dalle difficoltà sul bagnato. Ma anche sull’asciutto la M1 soffre sui circuiti con scarso grip. Di questo passo non si va da nessuna parte, come dimostra l’unica vittoria nelle ultime dieci gare.

Nel venerdì malesiano Rossi e Vinales hanno pagato lo scotto di tentare una soluzione. “Stavano facendo delle modifiche alle sospensioni e se avessero cambiato la gomma le comparazioni non avrebbero avuto senso. Abbiamo pagato questa decisione, ma per noi era importante capire quale direzione prendere – ha spiegato Maio Meregalli a Sky Sport -. Sull’asciutto Vale si è trovato più a suo agio, anche se come ha detto Maverick quando la pista non è gommata noi soffriamo più degli altri. Sul bagnato Valentino non si trova così bene come si è trovato Maverick.  Sicuramente abbiamo fatto uno step rispetto a Motegi”.

Piccoli passi avanti che ancora non fanno intravedere la luce in fondo al tunnel. “Domenica mattina Maverick ha provato nel warm-up una soluzione che non aveva mai trovato, si è trovato molto bene, ha trovato il grip che cercavamo dall’inizio dell’anno. E’ stato veloce e consistente, abbiamo visto la stessa cosa qui, non come visto a Phillip Island, ma un miglioramento c’è stato. Abbiamo cercato di migliorare il grip sul bagnato, era importante capire se anche qui potevamo avere lo stesso effetto dell’Australia. C’è ancora del margine andando in questa direzione”.

Yamaha in apnea su asciutto e bagnato

In ottica 2018 la Casa di Iwata non ha ancora trovato le necessarie soluzioni. I tecnici sono già al lavoro, sfrutteranno queste ultime gare, i test di Valencia, poi un test privato a Sepang alla fine di novembre. “Non abbiamo ancora trovato una strada solida, ma dall’Australia abbiamo tentato strade che non avevamo mai provato – ha proseguito Maio Meregalli -. Durante la stagione abbiamo cambiato diversi telai, tante siamo dovuti ripartire da zero. Quindi abbiamo pagato una messa a punto anche se siamo a fine campionato. A fine novembre abbiamo organizzato un test che non era preventivato per tornare qui a provare quello che i nostri giapponesi stanno pensando. Loro hanno un’idea di quella che sarà la direzione da seguire, ma io non so dirla al momento”.

Difficile persino arrivare a monte del problema. Ad inizio stagione le vittorie di Vinales sembravano presagire un’annata fantastica. Poi la triste scoperta di una stagione da dimenticare. “L’anno scorso nel test di Sepang a fine novembre Maverick era andato subito forte, mentre Valentino non si era mai trovato. Vale pensava che se Maverick potesse andare così forte anche lui ci sarebbe riuscito. Poi piano piano i giapponesi hanno iniziato a modificare il telaio in base al feeling di Valentino”.

Nelle prime gare Yamaha sembrava aver trovato la soluzione del problema al posteriore. Poi è crollato il feeling con le gomme Michelin, gli altri hanno migliorato, in Yamaha è invece calato. “Prima eravamo gli unici a mandare a temperatura la gomma, ma purtroppo anche con questa moto abbiamo avuto il problema dell’anno scorso, che dopo 3/4 di gomma la gomma dietro finiva”, ha concluso il team manager. Al momento il box Yamaha resta un cantiere a cielo aperto. Dal Giappone si attende il coniglio dal cilindro magico…