Verstappen non si scusa: “Tempo perso parlare con il commissario”

Max Verstappen (©Getty Images)

Non smette di far discutere la penalità di 5″ inflitta a Max Verstappen nell’immediato post GP del Texas. Giusto per ricordare i fatti. L’olandese, scattato dalla sedicesima posizione e risalito fino alla quarta, era riuscito a conquistare il podio grazie ad una manovra all’ultima curva su Kimi Raikkonen. Una mossa che, dopo ave preso visione delle immagini, i commissari hanno voluto sanzionare poiché effettuata mettendo tutte e quattro le ruote fuori dal tracciato e dunque contraria al regolamento vigente.

Apriti cielo. Per qualche motivo la decisione ha dato vita ad un acceso dibattito che ha coinvolto tutto il paddock, schierato perlopiù a favore del pilota Red Bull. Tra i personaggi solidali anche il senior manager Renault Alain Prost. “Se sono stati costruiti circuiti con limiti che non sono davvero limiti, ma la continuazione logica della pista, non vedo perché punire chi ci passa sopra. Non è giusto, quindi, che sia stato retrocesso. In F1 ci sono cose ben più gravi da penalizzare”, il commento del francese ai microfoni di Canal +.

Dal canto suo il #33 dopo aver definito a caldo uno degli steward “un idiota che ce l’ha sempre con me” e successivamente “un mongolo”, ha proseguito nell’autodifesa durante la trasmissione Peptalk di lunedì sera, tentando però di mitigare le accuse al delegato FIA, identificato poi come Garry Connelly, tra gli artifici del medesimo provvedimento nei suoi confronti in Messico nel 2016.

“In quei momenti si pronunciano frasi che non si pensano. Non volevo ferire nessuno. Quanto ho subito è ridicolo e sbagliato, ma non ci posso fare niente. Come me, altri sono convinti della necessità di modificare il sistema delle penalità, dunque se ne discuterà per trovare la metodologia adeguata”, ha infine affermato Verstappen escludendo qualunque possibilità di dialogo con il federale coinvolto. “Potremmo stare seduti a parlare per ore, ma non cambierebbe nulla”.

Chiara Rainis