Lauda: “Ferrari facile da battere se sotto pressione”

Niki Lauda (©Getty Images)

Il GP del Texas ha regalato alla Mercedes il quarto titolo mondiale costruttori consecutivo, oltre alla vittoria di tappa grazie ad uno splendido Lewis Hamilton, dominatore assoluto del weekend sin dalla prima sessione di libere. Così, giustamente inebriato dall’ennesimo successo, il boss non esecutivo delle Frecce d’Argento Niki Lauda si è spinto in un giudizio sulla Ferrari da un lato criticabile, ma in fin dei conti condivisibile.

“La Rossa è difficile da battere soltanto se non ha conflitti interni e ha fiducia nelle proprie possibilità. Diversamente la si può attaccare tranquillamente quando si mette addosso pressione, creandosi aspettative elevate e uno stato di emotività e insicurezza”, la tesi dell’austriaco dal paddock di Austian, da cui in seguito si è pronunciato sul podio di Kimi Raikkonen, recuperato al volo per merito della penalità di 5″ inflitta nell’immediato post gara a Verstappen.

“E’ stata la decisione peggiore di sempre. Max non ha fatto nulla di sbagliato. Stiamo parlando di piloti, non di autisti su un strada normale. E’ ridicolo distruggere lo sport con simili provvedimenti”, ha rilanciato il tre volte iridato sposando al 100% la tesi del #33. “Tempo fa i team si erano lamentati per le continue “investigazioni” in corso di GP e assieme ai commissari, al Presidente FIA Jean Todt e al direttore di corsa Charlie Whiting eravamo convenuti che non ci sarebbero più state inferenze a meno di manovra pericolosa. Per capirci solamente in caso di contatto ed eventuale cappottamento. Ora, ad ogni occasione, viene affermato che non bisogna oltrepassare le linee bianche. Perché mai uno non dovrebbero farlo se è possibile? Allora costruissero un muro! Una riga non è un limite“, ha polemizzato Lauda.

Particolarmente indispettito neppure fosse toccato ad uno dei suoi, il buon Niki, ha concluso sottolineando che riproporrà la questione al prossimo meeting del Gruppo Strategico di inizio novembre. “E’ tema che necessita di essere rimesso in agenda. In questo caso non si doveva intervenire trattandosi di un comune sorpasso”, la sua chiosa.

Chiara Rainis