Hamilton campione in Messico? Arrivabene: “Stiamo combattendo”

Maurizio Arrivabene (©Getty Images)

Ad Austin si attendeva il riscatto della Ferrari dopo le tre note negative di Singapore, Giappone e Malesia. Sebastian Vettel ci ha provato con una partenza lampo e una magistrale manovra alla prima curva, ma si è subito capito che era la Mercedes di Lewis Hamilton la macchina da battere.

La scuderia tedesca si aggiudica il titolo costruttori, nel prossimo week-end potrebbe arrivare anche quello piloti. A mantenere in vita le speranze della Ferrari è solo la matematica, perchè recuperare 66 punti in tre gare è roba da fantascienza o da miracoli. Maurizio Arrivabene cerca di tenere alto il morale della scuderia: “Stiamo ancora combattendo”, lasciando intendere che il team di Maranello non ha nessuna intenzione di alzare bandiera bianca.

Non bastano due Ferrari sul podio di Austin per frenare la corsa iridata di Hamilton. “Il podio finale di Kimi non è una sorpresa, c’è un rega che dice chiaramente che se esci con le quattro ruote oltre il limite della pista devi essere punito. In effetti mi sembrava strano che un lottatore come lui lasciasse passare in quel modo un avversario, sapeva che non era una manovra pulita. Adesso è tutto più chiaro e si è ripreso la posizione sul podio che meritava. Sono fiero dei nostri due piloti”.

Adesso si attende l’impossibile per continuare a sperare, ma in Messico il campionato potrebbe chiudersi a favore di Lewis. Con 66 punti di vantaggio diventa campione del mondo se si piazza nelle prime 5 posizioni. Se Vettel chiuderà 2° all’inglese basta un 9° posto. Se Sebastian non conclude ai primi 2 posti Lewis è campione anche con un ritiro. Maurizio Arrivabene mette da parte i calcoli e guarda al cuore… “Stiamo combattendo, l’ho sempre detto e questa corsa è una dimostrazione. Combattiamo fino all’ultima curva dell’ultimo giro dell’ultima gara. Questa è la Ferrari”.