Furia Ducati: “Regole fatte contro di noi”

Gigi Dall’Igna (©Getty Images)

Le nuove regole introdotte dalla Gran Prix Commission relative ai test MotoGP sono state ampiamente criticate dal Ducati team. Dopo il divieto delle ali aerodinamiche, che hanno chiaramente penalizzato le prestazioni delle Desmosedici, una nuova frustata arriva dalla Dorna in merito ai collaudi privati.

A Motegi è stato stabilito che dal 2018 i team potranno girare solo su tre circuiti del calendario. Inoltre non si potranno svolgere prove a 14 giorni dal GP sulla stessa pista; nella pausa estiva (lunedì 16 luglio – giovedì 02 agosto) i piloti ufficiali non possono partecipare ad alcun test. Norme che hanno mandato su tutte le furie la Casa di Borgo Panigale che si ritiene nuovamente danneggiata dal regolamento.

“Siamo irritati, per non dire peggio, anche questa regola evidentemente è stata fatta contro Ducati – ha dichiarato Gigi Dall’Igna -. Non sarebbe stato sbagliato ragionarci sopra in ottica 2019, con questa tempistica è poco ragionevole. Il regolamento è stato cambiato a un mese dall’inizio della nuova stagione, dopo una discussione breve. Avevamo già pianificato i test, la gestione delle moto e prenotato le piste. Petrucci doveva debuttare sulla moto 2018 a Jerez a fine novembre con Pirro, dopo che Dovizioso e Lorenzo lo faranno a Valencia, invece toccherà ancora a loro e chissà se Danilo potrà farlo”.

Ducati viene accusata di avere un vantaggio nel preparare le gare, mentre i test dovrebbero servire per lo sviluppo. Ma Paolo Ciabatti sottolinea: “Nel regolamento non c’è questa precisazione. Nessuna Casa ha un test team del nostro livello, con collaudatori come Pirro e Stoner, avere lavorato meglio degli altri sembra quasi una colpa. Hanno pure provato a portarci via Michele, gli abbiamo esteso il contratto al 2020”.

A promuovere le nuove regole è ancora una volta la Honda, in prima fila. Ma anche Suzuki e KTM si schierano contro il vantaggio della Ducati. Mentre proprio da Aprilia arriva una sonora stoccata: “Capisco il disappunto della Ducati, che ha sfruttato l’opportunità ed è colpita di più dal cambiamento, ma ormai i test erano soprattutto di preparazione alla gara. E ridurre a 3 piste non mi pare drammatico”, ha affermato Romano Albesiano. Maio Meregalli, team manager Yamaha, chiude il cerchio anti-Ducati: ” Siamo a favore della limitazione. Le prove stanno diventando sempre più una preparazione per la gara e per noi ci sono stati solo 2 circuiti”. Uno per tutti, tutti contro Ducati.