Valentino Rossi Evergreen: “Piloti aggressivi? No problem, sono pronto”

Valentino Rossi sul podio di Phillip Island (©Getty Images)

Valentino Rossi riesce a mettere da parte gli errori e i ritardi della Yamaha e conquista un secondo posto quasi insperato alla vigilia. A poco più di 50 giorni dall’intervento alla gamba destra, il campione di Tavullia ha lottato al fronte fino all’ultimo giro, in una frenetica bagarre con Zarco, Vinales, Iannone e Marquez che era caffeina pura per i tifosi italiani svegliatisi di buon mattino.

I segni della lotta senza esclusione di colpi sono ben evidenti sulla tuta e nelle immagini televisive. “Non vedo l’ora di rivedermela questa gara. Credo che chi si è svegliato presto alle 7 è stato ripagato e non penso che ritorna a letto”, ha scherzato Valentino Rossi ai microfoni di Sky Sport. “Le ho prese, le ho date… Negli ultimi tempi i piloti, soprattutto i nuovi arrivati, hanno alzato il livello di aggressività. Se il gioco è questo io sono pronto, non c’è problema, giochiamo”.

Fino alle qualifiche sembrava destinato ad un altro Gran Premio in salita. Invece sin dalla partenza le Yamaha si sono rivelate all’altezza della battaglia al fronte. “Nelle prove su questa pista si fa sempre molta fatica a capire, ma sull’asciutto non ero messo male. Questo è un risultato importante per me – ha sottolineato Valentino Rossi -, arriva in un periodo difficile dove mi sono fatto male la gamba e la spalla. Ma anche importante per tutto il team, però dobbiamo capire e lavorare per rendere la M1 competitiva su tutte le condizioni”.

Difficile restare attaccati al funambolico Marquez, ma a complicare la gara un intervento “a gamba tesa” di Andrea Iannone che gli ha fatto perdere tempo, consentendo al leader del Mondiale di prendere il largo. “Altrimenti sarei riuscito a restargli attaccato”, ha preventivato il Dottore. “Batterlo sarebbe stata dura, ma ce la facevo a stare con lui”. In vista di Sepang e del 2018 resta tanto da lavorare nel box Yamaha. Il podio non cancella le nubi grige delle ultime settimane. “Il problema non lo conosciamo, altrimenti l’avremmo risolto. Dobbiamo essere sempre veloci”.