Stoner assente ‘ingiustificato’. Ducati non può calare il jolly

Casey Stoner (©Getty Images)

Ducati è in evidente difficoltà a Phillip Island, era prevedibile ancor prima di lasciare Motegi. Andrea Dovizioso cade in FP4 e sembra perdere quel sottile feeling tra Desmosedici e circuito oceanico. Soltanto 11esimo al termine della Q2, eppure è il miglior piazzamento della Ducati.

Phillip Island non è un’isola felice per la Casa di Borgo Panigale. Al contrario, è il paradiso di Marc Marquez, sempre al top sin dalla FP1, sia con la morbida che la gomma media al posteriore. Al momento nessuno può mettergli il bastone tra le ruote, solo lui stesso può permettersi di fallire. Dal canto suo il Ducati Team non è riuscito a giocarsi il suo “asso di briscola” australiano, Casey Stoner. Allergico alle vesti di wild card, un mese fa nel test di Valencia ha dimostrato di saper essere ancora veloce.

In terra natale non ha avuto rivali dal 2007 al 2012, sei vittorie consecutive e incontestabili, fino al ritiro definitivo dalle corse. In questo fine settimana avrebbe potuto tenere testa a Marc Marquez e dare manforte alla corsa al titolo iridato di Andrea Dovizioso. Invece nulla, perchè l’ex campione del mondo preferisce dedicarsi all’attività di papà dopo la nascita della secondogenita Caleya Maria. Quasi certamente non sarà neppure nel paddock per tifare la squadra che lo finanzia come collaudatore. La versione ufficiale di Ducati è che si trova nella sua dimora sulla Gold Coast.

Nulla può essere imposto a Casey Stoner… ma i vertici del team sanno di non poter tirare troppo la corda per l’importanza che riveste come immagine e tester. “Casey è sempre stato molto chiaro su quale fosse la via da seguire, e continua ad esserlo anche ora con Gigi Dall’Igna e gli ingegneri”, ha dichiarato il team manager Davide Tardozzi dopo l’ultimo test al Ricardo Tormo. “Offre sempre informazioni importanti. Ogni sua idea e pensiero è supportato dai fatti in pista, e questo è tanto impressionante, quanto consueto. I nostri problemi al momento rimangono sempre gli stessi che Andrea e Jorge segnalano: a metà curva non siamo abbastanza efficaci”. E qui in Australia è un difetto che potrebbe costare il titolo mondiale…

Luigi Ciamburro