Valentino scuote Yamaha: “Gli ingegneri sono gli stessi”

Valentino Rossi (©Getty Images)

Valentino Rossi ha smesso di credere al decimo titolo mondiale già dal GP di Silverstone, dopo l’ultimo podio stagionale. L’infortunio alla vigilia di San Marino ha mandato in frantumi il sogno, le difficoltà delle Yamaha M1 hanno spazzato via ogni residuo di speranza.

Troppa confusione nel team di Iwata, nello sviluppo della YZR-M1 e in particolar modo del telaio. Da inizio campionato, inauguratosi con due vittorie di Maverick Vinales, i due alfieri Yamaha hanno provato almeno sei telai differenti. Senza mai trovare quello su misura per entrambi. Probabilmente perchè il problema principale risiede nell’elettronica, dove Honda è superiore e Ducati ha lavorato diligentemente.

Troppe volte la moto satellite di Johann Zarco è finita davanti alle moto ufficiali, segno inequivocabile che i tecnici del team Movistar Yamaha hanno compiuto qualche sbaglio. “Non sappiamo cosa fare”, ha detto Valentino Rossi dopo il suo fiasco a Motegi. “Vediamo i dati Yamaha del 2016 e siamo frustrati… Siamo preoccupati, perché Nozane è stato due secondi più veloce con la M1 della stagione precedente rispetto a Nakasuga con la nostra moto attuale”.

Quasi archiviato il capitolo 2017, tra un mese a Valencia si dovrà portare in pista il prototipo 2018. Di certo non sarà una rivoluzione, perché sul motore quattro cilindri in linea non si può fare molto. Ma sull’elettronica serve una risposta repentina, bisognerà lavorarci su già a partire da Phillip Island nel prossimo week-end. Le ultime gare sono molto importanti come base per l’anno 2018. Non mi aspetto una rivoluzione – ha sottolineato Valentino Rossi -, Yamaha non farà molto. Piccole cose. Ma devono lavorare”.

Gomme Michelin a parte, dove ci sarà da sedersi a tavolino e discutere, non solo sulle mescole Michelin ma anche sulla carcassa più rigida, forse c’è bisogno di cambiare a livello tecnico-ingegneristico. “Il leader del progetto Kouichi Tsuji ha un ruolo ancora più importante. Ma gli ingegneri sono gli stessi. Per il 2017 avevamo chiesto una moto che consuma meno il pneumatico posteriore. Ma il pneumatico posteriore si usura ugualmente quando attacchiamo. Il problema – ha concluso il Dottore – non è stato risolto”.

Luigi Ciamburro