Rosberg: “L’instabilità psicologica di Hamilton favorirà la Ferrari”

Lewis Hamilton e Sebastian Vettel (©Getty Images)

Hamilton dovrà restare focalizzato se vorrà vincere il suo quarto titolo iridato. Questo il pensiero di Nico Rosberg malgrado i 59 punti di vantaggio su Vettel dell’ex compagno di Mercedes che in apparenza potrebbero garantirgli il mondiale senza troppi sforzi.

“Oggi Lewis sta vivendo una fase incredibile e mostrando un’ottima costanza, il che non è per nulla facile in maniera tanto continuativa, Diversamente a Sebastian sta andando tutto male”, ha dichiarato al quotidiano Kronen Zeitung. “A giocare a favore del ferrarista però c’è un aspetto. Se Ham è un filo superiore in termini di velocità pura, possiede una debolezza importante, ossia gli alti e bassi emotivi. Un handicap che ad un livello tanto alto, quando anche i più piccoli dettagli contano, potrebbe diventare di straordinaria rilevanza. In questi momenti se si è infastiditi da qualcosa o distratti si rischia di andare in confusione”.

Per far capire meglio il concetto il campione di F1 in carica ha argomentato: “Un esempio è quando Lewis lo scorso anno si trovò a litigare con i media in Giappone perché nel corso della conferenza stampa si era messo a giocare su Snapchat. Uno spreco inutile di energia e concentrazione”. E proprio a proposito del weekend di Suzuka il tedesco ha detto: “Da fan dei motori quando accaduto in griglia di partenza è stato molto brutto. Tutti vorrebbero vedere lotta fino ala fine. Comunque sia né Hamilton, né Mercedes dovranno abbassare la guardia”.

Lauda rimpiange la Ferrari

Sempre in tema Stoccarda, mentre si prepara a stappare lo champagne per l’ennesimo centro tra i costruttori il boss non esecutivo Niki Lauda ha trovato il tempo per l’amarcord. In particolare l’austriaco è tornato con la mente a fine 1977, quando decise di lasciare il Cavallino dopo un sodalizio partito nel 1974 per scommettere sulla Brabham-Alfa-Romeo.

“Sei pazzo? Mi chieste Enzo Ferrari. “Quanto soldi desideri? Io sono disposto a dartene quanti ne vuoi”, il suo ricordo. “Lo informai che ormai avevo firmato per un altro team. Non ne fu felice e tentò in tutti i modi di dissuadermi, ma ormai non era più possibile fare nulla. Quando andai via dall’ultimo incontro provai una sensazione che non dimenticherò mai. Mi sentivo leggero come una piuma. La pressione tipica di Maranello non c’era più. Con il senno di poi però fu un grosso errore. Fossi rimasto avrei guadagnato allo stesso modo, ma avrei più avuto successo. Tuttavia in quel frangente mi sembrò la cosa giusta da fare dato che non vi era più la necessaria fiducia reciproca. Il Drake aveva puntato su Reutmann e io sarei stato il numero 2. Poi comunque fui in grado di vincere ancora un mondiale”, la conclusione del viennese.

Chiara Rainis