Per guidare una F1 basta leggersi un manuale di 50 pagine

Toro Rosso (©Getty Images)

Se siano tante o poche le 50 pagine in questione è soggettivo, di certo fa sorridere che ad un pilota professionista venga richiesto di documentarsi su un libretto delle istruzioni prima di mettersi al volante di una monoposto di F1, ma questo è. O comunque questo è successo al buon Brendon Hartley, che venerdì ad Austin salirà per la prima volta sulla Toro Rosso per sostituire Pierre Gasly, impegnato a Suzuka nella Super Formula.

“Il team mi ha fornito un manuale per imparare le procedure e la composizione del volante”, ha raccontato a Newstalk ZB il neozelandese. “Avrò inoltre quattro ore di “test” prima delle qualifiche, dunque mi auguro di arrivare sufficientemente preparazione per essere veloce”. Il 27enne, veterano delle corse endurance e reduce da un periodo vincente targato Porsche, ha comunque potuto farsi le ossa sul simulatore della scuderia di Faenza. “In termini di tempo sul giro non è tanto differente da un prototipo. Appena 6/7 secondi, che alla fine sulla distanza di gara non si avvertono. Inoltre sono sempre stato abituato a guidare auto competitive. Forse è anche per questo che i vertici hanno scelto me, senza dimenticare che le vetture del WEC sono tecnologicamente avanzate e utilizzano l’ibrido. Da questo punto di vista sono simili. Mi aspetto tuttavia un grande salto. Sono tanti anni che non corro più di una monoposto”.

“Cercherò di prenderla con semplicità. Si tratta pur sempre una macchina da corsa, con quattro ruote”, ha aggiunto autoincoraggiandosi. “Anche la dinamica è la medesima. Il pilota deve completare il circuito nel minor tempo possibile”.

Mentre Hartley si accinge ad affrontare il weekend texano della F1, il direttore tecnico Toro Rosso James Key è tornato a parlare del fresco accordo con Honda che dal 2018 fornirà loro la power unit. “Quando è arrivata la firma ci siamo sentiti sollevati. Nelle intenzioni di tutti c’era la volontà di fare lo step successivo, ma fino a quel momento non ne avevamo avuto occasione. Sarà una sfida enorme. Una grande responsabilità per l’azienda. Per ora siamo contenti della partnership. Il flusso di dati si sta rivelando scorrevole e immediato”.

Chiara Rainis