Andrea Iannone: “Sapevo che saremmo usciti dalla crisi”

Andrea Iannone (©Getty Images)

Quarto a sorpresa sotto la pioggia che ha accolto i piloti durante la gara di Motegi Andrea Iannone ha potuto finalmente tornare a sorridere. Dopo mesi di disperazione e imprecazioni contro una GSX-RR non in linea con le aspettative, il centauro di Vasto è stato capace di mettere in piedi una buona prestazione che gli ha consentito, come raramente successo nel campionato in corso, di dedicare qualche parola gentile alla squadra e alla sua “bestia” in apparenza indomabile, resa più forte dalla nuova carena, al debutto proprio sulla pista nipponica.

“E’ stato un anno difficile, però penso di essermi dimostrato più maturo che in passato. Prima avrei affrontato la situazione con maggior nervosismo visti i mancati risultati e determinate difficoltà, ma ho mantenuto la calma e mi sono messo sotto a lavorare, anche quando le cose andavano proprio male. Alla fine ero convinto che in qualche modo saremmo riusciti a venirne fuori”, ha confidato il centauro Suzuki a Motorsport.com.

“Quello giapponese è stato un weekend positivo per il team dato che anche il mio compagno Alex Rins è stato sempre veloce e ha chiuso quinto. Devo riconoscere che sia io, sia il mio ingegnere abbiamo faticato ad adattarci arrivando da una moto completamente diversa. Ora abbiamo capito qual è la strada da seguire. Dopo quasi una stagione, sbagliando e faticando, ce l’abbiamo fatta. Diciamo che è stata la classica esperienza a darci una mano. Inoltre la Suzuki si sta dando parecchio da fare, il che mi rende fiducioso e convinto di futuri passi avanti. E’ stato bello tornare nelle prime posizioni e soprattutto fare una buona parte di gara con i primi”.

Per la volata finale si andrà a Phillip Island, Sepang e Valencia, tre circuiti  sui quali il 28enne si è già misurato durante i test invernali: “Quella GSX era un po’ diversa,  era stato amore a prima vista, poi abbiamo fatto delle scelte differenti. Ad ogni modo, avendo dei dati potremo fare delle comparazioni, nella speranza di essere più competitivi di allora”.

Chiara Rainis