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Sebastian Vettel (©Getty Images)

Sebastian Vettel è in lotta per il mondiale dopo qualche anno in chiaroscuro. Il tedesco però, complice la sfortuna e qualche errore ai box, si è ritrovato improvvisamente ad un abisso da Lewsi Hamilton. L’ex Red Bull però ha davanti a sé ancora 4 gare per sovvertire un finale che sembra già scritto e portare a casa il 5° titolo in carriera.

Come riportato da “Motorsport.com”, Sebastian Vettel ha così dichiarato: “Il motorsport ha significato tutto per me sino alla nascita dei miei figli. Sono contento di quanto sinora. Ho guidato monoposto incredibili e ho raggiunto il mio sogno di guidare per la Ferrari. Il mio capitolo però non è chiuso, io con la Ferrari ci voglio vincere”.

Vettel, semplicità al servizio di un fuoriclasse

Il tedesco ha poi parlato anche del suo rapporto con il lavoro. Il pilota Ferrari, infatti, ha affermato di non amare molto lo stare sotto i riflettori nonostante è consapevole che fa parte del suo mestiere e allo stesso tempo di amare a tal punto la Formula 1 da riuscire a sopportare tutto ciò.

Sebastian Vettel ha poi parlato della possibilità di porre il veto su un compagno di squadra piuttosto che un altro: “Lavorare con un pilota che stimi è più facile, ma non credo sia una scelta che spetti al pilota. Credo che Kimi sia il miglior compagno di squadra che abbia mai avuto, è una persona diretta. Anche con Ricciardo non mi sono trovato male. Con Webber, invece, ho avuto qualche divergenza, ma eravamo di due generazioni di piloti differenti”.

L’ex Red Bull si è comunque presentato come una persona molto semplice, nonostante è consapevole di fare un lavoro che solo 20 persone al mondo fanno. Poi sulla crescita Ferrari ha dichiarato: “Il potenziale c’è, non bisogna per forza cambiare del personale, bastano piccole variazioni. Abbiamo imboccato la strada giusta, ma bisogna fare ancora di più tutti insieme”.

Sul confronto Baku-Singapore poi laconico risponde: “La sera a Baku è stata la peggiore. Sentivo di aver deluso la squadra. Abbiamo perso la corsa per un mio errore. A Singapore, invece, credo sia stato un normale episodio di gara. Sono cose che non si possono controllare, è successo e dobbiamo andare avanti”.

Su Marchionne, invece, Sebastian Vettel ha accusato la stampa di fare troppo rumore ingigantendo alcune dichiarazioni. Secondo il tedesco, infatti, il presidente della Ferrari è molto vicino alla squadra e non mette pressione a tutti come, invece, può trasparire all’esterno.

Poi sulla Ferrari racconta: “Avevo lavorato in Toro Rosso, ma lì era un po’ diverso. La Ferrari è qualcosa di diverso. Gli altri team in Formula 1 si assomigliano tutti, sono tutti internazionali. In Ferrari, invece, sono tutti italiani, c’è una forte cultura italiana. Tutto questo rende il team affascinante e diverso da tutti gli altri. Mi piace il modo di vivere italiano, sono affascinato da questa cultura. Mi imbarazza solo il mio italiano”.

Antonio Russo