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Ferrari – Maurizio Arrivabene (©Getty Images)

In casa Ferrari le cose non stanno di certo girando per il verso giusto. Sebastian Vettel dopo quasi una stagione intera passata a primeggiare ha dovuto cedere il passo a Lewis Hamilton. A distruggere i suoi sogni mondiali i tanti problemi tecnici degli ultimi due weekend uniti al disastroso incidente al via a Singapore.

In particolare ha fatto molto rumore la candela rotta poco prima dell’inizio del GP del Giappone. Un componente di pochi euro, che difficilmente dà problemi. Molti hanno gridato alla sfortuna, altri, invece, hanno puntato il dito contro la Ferrari e l’inettitudine di alcuni suoi uomini.

Fino all’ultima curva, non si molla

Il web naturalmente è subito impazzito con simpatici fotomontaggi che vedevano protagonisti Vettel, Arrivabene e la famosa candela. Dopo tanti trofei però in casa Ferrari è arrivato un premio davvero particolare in questi giorni. Valerio Staffelli di Striscia la Notizia, infatti, ha deciso di consegnare un Tapiro gigante a Maurizio Arrivabene e lo scambio di battute tra i due è stato davvero molto divertente.

Il team principal Ferrari parlando del Tapiro comincia subito a scherzare: “Questo è enorme, è un elefante”. Poi Staffelli gli regala un cero votivo e a quel punto Arrivabene laconico risponde: “Ne abbiamo bisogno. C’è sempre bisogno di tutto. Siamo tutti attapirati. Però attapirati è una cosa, che ci arrendiamo, mai”.

Poi il dirigente Ferrari ha continuato: “Sono successe delle cose, non sono state piacevoli. Per battere la Mercedes, e l’abbiamo già battuta quest’anno, ci vuole solo un pochino di…”. A questo punto però Staffelli lo interrompe e lui allora tira in ballo Marchionne: “Come ha detto il nostro presidente, noi non siamo inferiori a loro. Abbiamo solo bisogno di spingere ancora di più. I ragazzi ci credono. La macchina quest’anno è stata molto competitiva”.

Arrivabene ha poi così concluso rispondendo a Staffelli: “Mi hai dato il cero, ora vediamo dove lo dobbiamo mettere e vedrai che non succede più niente. Lotteremo fino all’ultimo Gran Premio, sino all’ultima curva, non si molla mai”.

Antonio Russo